Non si va all’estero? 10 idee per viaggiare in Italia

Nei prossimi mesi sarà più fattibile viaggiare in Italia che all’estero: vi propongo alcune idee che ho in testa per goderci il nostro stivale da nord a sud

In questo slalom snervante di decreti strega comanda color non si capisce più niente. L’ipotesi di uscire dalle proprie regioni resta nel limbo, figuriamoci andare all’estero senza restrizioni e quarantene. Una certezza però l’abbiamo: viviamo in un Paese di incredibile bellezza. E se la probabilità di andare oltre confine è scarsissima, l’ipotesi di girare per l’Italia è più reale, Dpcm permettendo. Così mi porto avanti: ho già in testa dei viaggi che mi piacerebbe fare, con alcune mete mainstream e altre decisamente più insolite. Pronte a viaggiare per lo stivale?

idee per viaggiare in Italia

1 – Civita di Bagnoregio · Lazio

Da quando ho visto le foto di questo borgo fatato, da poco candidato al Patrimonio dell’Umanità Unesco, me ne sono innamorata. Arroccato su una collina di tufo domina la valle dei calanchi, un tempo attraversata da un’antichissima via d’Italia che collegava il lago di Bolsena alla valle del Tevere. Il borgo è vicino a Viterbo e raggiungibile facendo un chilometro a piedi e un pittoresco ponte pedonale. In pratica: lasciate ogni macchina, voi ch’entrate. Come se si dovesse abbandonare la bieca modernità per mettere piede in questo minuscolo paradiso senza tempo abitato da una manciata di persone. Civita è soprannominata la “città che muore” per la lenta erosione dei calanchi, ma a me pare sia tremendamente viva.

2 – Trieste · Friuli Venezia Giulia

È una vita che voglio andarci ma continuo a temporeggiare (Venezia è sulla strada e vince sempre lei mannaggia). Cosa mi attira di questa città? La sua multiculturalità in cui convivono un animo mitteleuropeo e mediterraneo, il tutto a un passo dal mondo slavo. Questa città sul mare in cui tutto viene e tutto va, ha un fascino un po’ retrò e sicuramente colto, grazie anche ai suoi storici caffè letterari, ritrovo di personaggi come James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba. Ma non serve essere intellettuali: se è come nelle altre città asburgiche in cui sono stata (Vienna e Budapest), i caffè non sono semplici “posti”, fanno parte della cultura locale. Nella mia lista, di sicuro l’Antico Caffè San Marco, il Caffè Torinese, il Caffè Stella Polare.

Antico Caffè San Marco © Anja Cop

3 – Procida · Campania

Esatto, perché quest’isoletta del Golfo di Napoli diventerà la Capitale italiana della cultura 2022. Al pari delle sorelle più famose, Ischia e Capri, in epoca NO Covid in estate era invasa dai turisti, e ad agosto diventava quasi ingestibile (un amico napoletano doc consiglia giugno come periodo migliore). Il 2021 quindi potrebbe essere ideale per visitare Procida prima che si riaprano i confini e venga insignita del prestigioso riconoscimento. Questa piccola perla mediterranea ingloba quello che ai miei occhi di polentona è il cliché del borgo di pescatori: un mosaico di casette arcobaleno ammassate l’una sull’altra e un mare azzurro cielo. Al porticciolo di Marina di Corricella, icona dell’isola, potrei passare la vita, già lo so.

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4 – Langhe · Piemonte

Lo sapete che i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, nelle provincie di Cuneo e Asti, sono Patrimonio Unesco? La motivazione: “… sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”. Per chi ama il nettare degli dei come la sottoscritta, è un paradiso in terra. Parliamo di quasi 10.800 ettari di dolci colline e un panorama fatto di vigne, cantine, borghi ed enoteche. Il mio desiderio è quindi trovare un agriturismo immerso nella natura in cui ritirarmi un paio di giorni a degustare i vini locali: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Pelaverga, Favorita, Freisa, Brachetto…

5 – Abruzzo

Perché l”Abruzzo? Perché è ancora fuori dalle rotte mainstream e ha meno abitanti di Milano: della serie, posti selvaggi e dove trovarli. Lo sapete che è la maggiore area naturalistica d’Europa? Conta oltre trenta riserve naturali, un’area marina protetta, un parco regionale, e tre parchi nazionali tra cui lui, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Vorrei attraversarlo in macchina passando per la SS 83 Marsicana, fra le strade panoramiche più belle d’Italia. Vorrei visitare Scanno, borgo medievale con un laghetto a forma di cuore, il Castello di Rocca Calascio, più noto come il Castello di Lady Hawke, e l’altopiano di Campo Imperatore, una landa carsica a circa 2.000 metri di altezza. E poi i trabucchi sul mare. Ok, dovrei trasferirmici per vedere tutto.

6 – Firenze · Toscana (Museo del Bargello)

Poco tempo fa mi sono emozionata fino alle lacrime guardando una puntata di “Museo Italia” (programma incredibile, lo trovate su RaiPlay) dedicata a Firenze. Cosa mi ha commosso fino alle lacrime, vi state chiedendo? Le statue del Museo Nazionale del Bargello, di cui si parlava nella puntata. Qui sono custodite alcune delle più importanti sculture del Rinascimento, tra cui alcune opere di Donatello, Michelangelo e Brunelleschi. Sono stata diverse volte a Firenze, ho visitato due volte gli Uffizi, ma è una di quelle città in cui c’è tantissimo da vedere, non basterebbe una vita. E se quelle sculture mi hanno toccato il cuore guardandole in tv, non oso immaginare se dovessi vederle dal vivo. Pensare che nascono da un blocco di marmo mi lascia a bocca aperta.

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7 – Rovigo · Veneto

Ho letto un articolo una volta che mi ha stuzzicato. La giornalista era di Rovigo, città veneta che nessuno si fila di pezza, surclassata da Venezia (ancora lei) e Verona. La descrive come un “non luogo” perché il marketing lì non si è ancora svegliato. Anche guardando qualche foto su Google, non viene in mente nulla. Non so nemmeno cosa ci sia da vedere a Rovigo, ci andrei a scatola chiusa. Perché per esperienza, questi posti a cui nessuno darebbe una chance riservano sempre belle sorprese. Di sicuro sarà autentica e non venduta al turismo. Immagino la gente che gira in bici e una vita a misura d’uomo. Una certezza però ce l’ho: lo spritz in piazzetta, di sicuro ci sarà una piazzetta in cui bere il Dio arancione che così buono lo fanno solo in Veneto.

Piazza Garibaldi © archivio Regione Veneto

8 – Siracusa· Sicilia

Un parente del mio fidanzato è di Siracusa. Quando parla della città, dal mare stupendo e la storia millenaria, sento il Mediterraneo chiamare il mio nome. In particolare, la mia meta è il mercato di Ortigia. Quando sono stata a Palermo mi sono totalmente innamorata dei suoi mercati. Per me sono l’essenza pura di un luogo, della sua cultura e della sua gente. A Siracusa già la location è da occhio a cuore: Ortigia è un’isola collegata alla città dal ponte Umbertino, e le bancarelle sono a fianco del Tempio di Apollo. Mi vedo già ammaliata dal profumo di spezie di tutti i tipi, peperoncini dell’Etna e panetti di mandorle. Spero le urla per attrarre i clienti siano come a Palermo, una sinfonia lontana anni luce dalle frasette che si sentono qui al Nord.

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Uno scorcio dell’isola di Ortigia

9 – Orvieto· Umbria

Spesso i viaggi nascono da altri viaggi. Le volte in cui ho preso il treno Milano – Roma, a un certo punto vedevo in lontananza questa delizia abbarbicata su una rupe in mezzo alle colline, e restavo senza parole. Mi sono detta: prima o poi qui mi fermo. Ho scoperto che era Orvieto. Così ho letto un po’ qui un po’ là. Il patrimonio artistico e culturale è tra i più ricchi dell’Umbria, e il suo Duomo tra i più maestosi esempi di architettura italiana, con le guglie che svettano, l’oro dei mosaici e i bassorilievi. Come succede in Italia, la storia è ovunque. Ci sono da vedere giusto una necropoli etrusca, il Pozzo di San Patrizio del 1500 che arriva a 60 metri di profondità, palazzi del 1200. E la ciliegia sulla torta è che Orvieto è la capitale delle Città Slow.

10 – Sacro Monte di Varese · Lombardia

Sono stata folgorata dalla foto di questo sito su Instagram, con un pugno di case su una collina in mezzo a montagne verdissime. Per me che sono di Milano, sarà una deliziosa gitarella fuori porta. Il Sacro Monte di Varese, col suo percorso devozionale seicentesco su cui si snodano quattordici cappelle, è Patrimonio Unesco. È una via sacra costituita da una strada acciottolata lunga 2 chilometri percorribile solo a piedi (only the brave). Superata l’ultima cappella, c’è una salita che arriva fino al Santuario e al borgo di Santa Maria del Monte, culmine del percorso. E per chi come me non impazzisce per il turismo religioso, il panorama dalla collina nelle belle giornate spazia dalla Pianura Padana fino alle montagne bergamasche e valtellinesi.

PS: se volete scoprire 10 cose sull’Italia che forse non sapete, cliccate qui.

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© inLombardia

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