Cosa vedere a Trieste in due giorni: il mio itinerario del cuore

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Andiamo a spasso per due giorni a Trieste, città di mare e di confine: vi racconto cosa vedere in questo crocevia culturale dalle mille anime

Finalmente sono andata a Trieste, il capoluogo friulano dal fascino elegante e la storia turbolenta. E posso dire una cosa: è davvero la bomba culturale che mi aspettavo. Città di frontiera a un passo dai Balcani, mixa l’universo mitteleuropeo e quello mediterraneo, i fasti del passato e il fermento del porto di mare. Due giorni sono pochi per capirci qualcosa, ma scegliendo le cose giuste da vedere ce la possiamo fare! Pronte per il tour triestino (ecco la mappa)?

La Città Vecchia di Trieste- Cosa vedere a Trieste in due giorni

A delineare il destino di crocevia culturale di Trieste è stata di sicuro la geografia. Con il Carso alle spalle e di fronte le acque del golfo, questa città di confine col mondo slavo ha un cuore latino e uno continentale. Nei secoli ha accolto austriaci e greci, serbi e armeni, ebrei ai turchi, e ognuno ha lasciato la propria impronta.
A questo si aggiunge la sua anima letteraria, un manto intellettuale che l’avvolge in toto. Per strada si incontrano le statue di Umberto Saba all’angolo con Via San Nicolò, Italo Svevo davanti al Giardino Hortis, e James Joyce sul ponte del Canal Grande. Fate un salto anche al Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, un’oasi verde a un passo dal centro coi busti di altre importanti personalità (Svevo ci ambientò alcuni incontri de “La coscienza di Zeno”).

La Libreria Umberto Saba
La Libreria Umberto Saba

Un po’ di storia

Ma per cogliere l’animo di Trieste, bisogna prima di tutto fare i conti con la sua storia burrascosa. Questo vale per tutti i luoghi, ma per Trieste anche di più. Importante sbocco sul mare per l’Impero Austro-Ungarico, ha goduto della sua grandezza per secoli fino all’annessione all’Italia nel 1918. Da lì, il declino. Fu poi la volta del fascismo, dell’occupazione tedesca e jugoslava (con tanto di lager, ne parleremo dopo) e la proclamazione fino al 1954 del Territorio Libero Triestino (TLT). Per quasi 10 anni ci furono due zone amministrative, una governata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi. È a questo periodo che risale il massacro delle foibe.
Parliamo quindi di una città contesa, inquieta e ferita, che a fatica nel ‘900 cerca la propria identità in questo caleidoscopio culturale.

Il Municipio in Piazza Unità - Cosa vedere a Trieste in due giorni
Il Municipio in Piazza Unità

Il centro storico

Il primo consiglio per scoprire Trieste è fare una passeggiata sulle Rive, il lungomare. L’ho fatta per raggiungere l’ostello dalla stazione appena arrivata, e l’impatto è stato fortissimo! Qui infatti si affacciano tre pietre miliari. La prima è Piazza Unità d’Italia, la più grande d’Europa. A troneggiare c’è il Palazzo del Municipio con la torre dell’orologio, in cui a battere le ore ci sono due mori, chiamati Mikeze e Jakeze. Sulla piazza non mancano splendidi edifici come Palazzo Stratti, che ospita lo storico Caffè degli Specchi.
La seconda pietra miliare è il Molo Audace, che prende il nome dalla prima nave italiana che attraccò nel 1918. Obbligatorio passeggiare fino alla punta del molo per cogliere lo strettissimo rapporto fra Trieste e il mare. Non perdetevi il tramonto, e quando cala il buio, il panorama delle luci dorate riflesse nelle acque blu è stupendo!

vista sul centro dal Molo Audace
Vista sul centro dal Molo Audace

E infine ecco la terza pietra miliare, il Canal Grande, per me il simbolo di Trieste. A osservarci maestosa c’è la Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, la più grande della città, ispirata al Pantheon romano. Questo canale navigabile è nel Borgo Teresiano, voluto nel 1700 dalla regina Maria Teresa d’Austria. La città si stava ingrandendo ed era necessario creare una nuova zona urbana. Così dove prima c’erano le saline, venne creato un elegante reticolo geometrico di strade. Quello che rende unica Trieste ai miei occhi è proprio la sua veste asburgica, che mi ha ricordato molto Vienna.
Affacciato sul canale c’è anche il Tempio Serbo Ortodosso di San Spiridione, seconda chiesa ortodossa dopo quella dalla comunità greca, la Chiesa di San Nicolò di fronte alle Rive. Poco più in là in Largo Panfili c’è poi la Chiesa Evangelica Luterana. L’ennesima testimonianza della multiculturalità di Trieste.

il Canal Grande - Cosa vedere a Trieste in due giorni
Il Canal Grande

Città Vecchia

Il secondo step triestino è la Città Vecchia. Partite dalla Scalinata delle Medaglie d’Oro per raggiungere due gioie: la Chiesa di Santa Maria Maggiore, l’unica chiesa barocca, e la Basilica di San Silvestro, il più antico luogo di culto cittadino risalente al XII secolo. A fianco inizia una bella salita acciottolata, la Via della Cattedrale.
Prima di iniziare la salita, a destra ci sono delle chicche imperdibili: l’Arco di Riccardo, una delle porte della città romana, e la minuscola Piazzetta Trauner, il primo ghetto ebraico di fine ‘600. All’ingresso della piazzetta c’è un murales che ricorda la vita agli inizi del ‘900 in questo quartiere popolare, e ai tempi piuttosto degradato. Ancora oggi la Città Vecchia vive la sua rinascita grazie a un’importante riqualificazione urbana. C’è un’altra piazzetta deliziosa dove si affacciano diversi locali. È senza nome, ma è di fianco a Via dei Capitelli. Segnatevi anche Piazza Barbacan!

Piazzetta Trauner e parte del murales
Parte del murales e in fondo Piazzetta Trauner

Proseguendo lungo la salita si arriva alla Cattedrale di San Giusto, patrono di Trieste, sull’omonimo colle. A fianco c’è il Museo d’Antichità J. J. Winkelmann (ingresso libero) con tesori archeologici collezionati grazie ai commerci oltremare. L’Orto Lapidario e il Giardino del Capitano lo rendono un museo a cielo aperto! Dall’altra parte trovate invece il Castello di San Giusto, che dal 1468 domina la città, e i resti del Foro Romano.
Poco prima di arrivare alla cattedrale c’è il Giardino di Via San Michele, una piccola perla. Alcuni signori erano tutti presi ad apparecchiare la tavola, così mi sono impicciata e ho chiesto. Fanno parte dell’associazione che si occupa di tenere pulito il giardino! Stavano preparando il pranzo per festeggiare l’arrivo dell’autunno. A fare da sottofondo alle nostre chiacchiere, “Questo nostro amore” di Rita Pavone. Momenti di genuinità che rendono speciali i viaggi, ovunque si vada!

il Museo d'Antichità e San Giusto sullo sfondo - Cosa vedere a Trieste in due giorni
Il Museo d’Antichità e San Giusto sullo sfondo

Ora torniamo indietro all’inizio della Scalinata delle Medaglie d’Oro, perché a un passo ci sono i resti del Teatro Romano, costruito nel I secolo d.C. Ospitava fino a 6.000 spettatori! Nel medioevo praticamente rischiò di sparire per la costruzione senza freni dalle case di Contrada di Rena, all’epoca il quartiere più popolato di Trieste. Solo nel 1938 il teatro venne riportato alla luce e restaurato.
Ora questa contrada è una piccola oasi di quiete. Trieste è così: come tutte le città ha le sue vie trafficate, ma anche piccoli paradisi nascosti in cui regnano pace e silenzio. Intrufolatevi nel dedalo di viuzze scendendo lungo Via di Donota. Qui si trova anche Tor Cucherna, un’antica torre del 1300 da cui si sorvegliavano le mura cittadine. Se volete visitate l’Antiquarium e il Sepolcreto, altra zona di scavi archeologici.

Contrada di Rena
Contrada di Rena

Il Ghetto ebraico

Come spesso accade, anche a Trieste il Ghetto è una perla. Qui la comunità ebraica ha radici profonde che risalgono al 1200. Purtroppo delle migliaia di ebrei registrati fino alla Seconda Guerra Mondiale, fra deportazioni e fughe oggi se ne contano poche centinaia. Come vi ho scritto prima, il Ghetto inizialmente si trovava in Piazzetta Trauner, troppo lontana dal cuore commerciale della città. Così dopo ostinate richieste di uno spazio più grande e centrale, fu spostato nel quartiere di Riborgo, dietro Piazza Unità. Oggi rimane solo una manciata di viuzze, perché negli anni ’30 il Ghetto venne in parte demolito per risanare la Città Vecchia. Il fascino comunque rimane. Il cuore pulsante è Via Beccherie, con antiche botteghe e localini che la sera illuminano la via.
Raggiungibile a piedi in un quarto d’ora c’è il Tempio Israelitico, fra le più grandi sinagoghe d’Europa.

Via Beccherie nel Ghetto - Cosa vedere a Trieste in due giorni
Via Beccherie nel Ghetto

Negozi storici

Una cosa che ho adorato di Trieste sono le botteghe e i caffè storici, locali in cui il tempo si è letteralmente fermato. Pensate, alcuni hanno oltre un secolo di vita. A queste chicche triestine ho dedicato un articolo a parte.

Se avanza tempo

Siete delle schegge e avete già toccato tutte le cose da vedere a Trieste che vi ho segnato? Allora vi consiglio altre due chicche che fanno la differenza.

Il Castello e il parco di Miramare

Voluto dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo a metà ‘800, è uno splendore affacciato sul mare. Gli arredi ti catapultano in un’altra epoca, passando dagli appartamenti privati (ho amato la biblioteca) alle sale di rappresentanza. Tutto attorno c’è un parco di 22 ettari, frutto dell’amore dell’arciduca per la botanica. Sapere che Sissi è stata qui più volte mi ha emozionata!
Vi consiglio di andare la mattina, così dopo la visita fate la passeggiata da Miramare fino a Barcola, che funge da spiaggia per i triestini. Ci vuole circa un’oretta. In estate praticamente si calpesta la gente sdraiata sul lungomare, una perla di vita locale imperdibile secondo me!
Come arrivare
Ho preso il bus 6 in Piazza della Libertà dove c’è la Stazione Centrale (la fermata è a fianco del Pam) fino al capolinea (Grignano). Da lì una salita vi porterà all’ingresso del parco.

Risiera di San Sabba

È un museo che non vorremmo esistesse, ma è un aspetto di Trieste (e della nostra storia) da conoscere. Lo stabilimento nel 1943 è stato trasformato in campo di prigionia, l’unico in Italia con un forno crematorio. Migliaia fra ebrei, dissidenti politici, partigiani e slavi furono uccisi o mandati nei lager in Germania e Polonia. Il forno crematorio è stato distrutto dai nazisti in fuga. Ora c’è un’alta opera in metallo al posto della ciminiera, e una piastra d’acciaio al posto degli edifici dove uccidevano i detenuti. L’architetto che ha ristrutturato la risiera ha reso bene il senso di angoscia, l’ingresso del museo è da pelle d’oca. Ho una particolare sensibilità per i luoghi, ed entrata nella prima stanza sono scoppiata a piangere. È stata dura, ma è essenziale ricordare sempre quello che è successo.
Come arrivare
All’andata ho preso il bus 8 sulle Rive fino al capolinea, al ritorno il 10 che riporta sul lungomare passando per il centro fino a Piazza Tommaseo.

Risiera di San Sabba - Cosa vedere a Trieste in due giorni

Ecco qui, vi ho raccontato la mia Trieste, ma non voglio terminare l’articolo su questa città così eclettica parlando di un campo di concentramento. È piena di energia e di mille facce da scoprire. Lasciamo che a concludere siano i versi di Umberto Saba, triestino doc che conosceva la sua città meglio di chiunque altro:

“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia”

il lungomare di Barocla
Il lungomare di Barcola

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
Sono arrivata da Milano con FlixBus perché costava la metà rispetto al treno. È stata la prima volta che viaggiavo con questa compagnia e mi sono trovata bene! Certo c’è l’incognita traffico ma sappiamo che Trenitalia non spacca il minuto… apprezzate il pallido eufemismo?
Se invece venite da lontano, sull’aeroporto di Trieste vola anche Ryanair.

Come muoversi
Il centro di Trieste non è enorme e si visita tranquillamente a piedi, molte aree sono pedonali. La città è comunque servita da varie linee di bus. I conducenti sono simpatici come una cicca nei capelli, sapevatelo (testato sulla mia pelle e confermato dai triestini).

Dove dormire
Sono stata al ControVento, un ostello fan-ta-sti-co, soprattutto in epoca Covid. Accoglie al massimo una trentina di ospiti e le stanze sono molto spaziose, anche la camerata da 10 (io sono stata in quella da 4 per 24 euro a notte). Cucina e sala sono arredate con un tocco vintage stupendo! Tutto è pulito e lo staff gentilissimo. È il classico posto dove ti senti a casa. Last but not least, posizione centralissima in Piazza Venezia sul mare, è a un passo dalla movida e rientrare la sera è sicuro.

Dove mangiare
Col fatto che l’ostello era in posizione comodissima, ho sempre mangiato lì. Vicino comunque c’è Da Siora Rosa, ristorante consigliatissimo che propone cucina triestina a buon prezzo.

Locali
Mi avevano descritto Trieste come una “città per vecchi”, invece l’ho trovata piena di vita e di studenti! Il centro nevralgico è Piazza di Cavana, vecchio quartiere di pescatori e marinai a un passo da Piazza Unità. Dopo aver macinato 7 miliardi di passi, verso le 20 mi sedevo all’aperto per rilassarmi al fresco con uno spritz o un vinello. Non amo i locali sovraffollati in mezzo allo struscio e con la musica apppalla, vi consiglio quindi i miei posticini tranquilli ma speciali!

Piccola vineria in Via della Torretta 8, un minuscolo vicoletto di fianco a Piazza di Cavana.

Osteria da Marino nel Ghetto in Via del Ponte 5. Nel 2025 compie un secolo! Anche all’interno è molto bella, stonano le foto dei rugbisti ma amen, l’ambiente merita comunque.

Antico Caffè San Marco in Via Battisti 18/A, un pezzo di vita triestino di cui vi parlerò nel prossimo articolo.

VIVA in Piazza Barbacan 2/B, una piazzetta adorabile che la sera si riempie di tavolini, quindi in realtà qualsiasi locale va bene.

Informazioni
L’ufficio turistico è nel Municipio in Piazza Unità

CONSIGLI LETTERARI

– “A Trieste. Passeggiate letterarie da James Joyce a Claudio Magris” di Matteo Chiavarone: direi che il titolo dice tutto! Leggetelo prima di partire, perché è una piccola guida che in sole 120 pagine dà un’infarinatura generale sulla città, andando ben oltre l’aspetto intellettuale.

“Trieste. O di nessun luogo” di Jan Morris: questo è nella wishlist ma gli do già fiducia. L’autrice racconta la città attraverso la storia, i personaggi e le vicende che si sommano ai suoi ricordi di viaggiatrice.

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