Visitare Marsiglia a piedi: i miei itinerari

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L’energia vibrante della città portuali, un fascino mediterraneo e multietnico: vi porto a visitare Marsiglia a piedi, il modo migliore per scoprirla

Si può decidere di visitare una città grazie a un libro? Sì, si può. Ho letto la trilogia marsigliese di Jean Claude Izzo tanti anni fa, e da lì ho cominciato a sognare Marsiglia. Molte mete si sono messe di mezzo, ma finalmente ci sono andata. Ci ho appena passato 5 splendidi giorni: sentivo mi sarebbe piaciuta, ma ha superato le mie aspettative. Il modo migliore per scoprirla? A piedi. Pronte con scarpe comode e occhi a cuore?

murales in un vicolo del panier - visitare marsiglia a piedi

Una città terrona

Bagnata dal Mediterraneo, Marsiglia è il capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nel Sud della Francia. E infatti vi anticipo: Marsiglia è una città terrona, e dico “terrona” come lo direbbe qualcuno fieramente nato al Sud, ed è orgoglioso della sua terra così calda, genuina e intensa.
Sapete che Marsiglia è il primo porto della Francia, del Mediterraneo e il quarto a livello europeo? Per estensione è molto grande, più del doppio di Parigi per intenderci. Ma gli itinerari che vi propongo sono vicini al centro (ecco la mappa).
Marsiglia non è straripante di monumenti-chiese-musei imperdibili da vedere. E il suo bello è proprio questo: non stupisce con effetti turistici speciali, ma conquista con l’energia vibrante delle città portuali. È vissuta e meravigliosamente imperfetta, vera e sincera. E col mood tipico di chi è abituato a mare meraviglioso e tanto sole. Mi piacerebbe molto provare a viverci.

Vieux-Port e la basilica sullo sfondo
Vieux-Port e la basilica sullo sfondo

Da Vieux-Port al Mucem

Per sentirmi davvero a Marsiglia, appena arrivata sono andata nel suo cuore pulsante: il Vieux-Port, Vecchio Porto. E mi ha subito travolto, pieno com’è di gente, barche e gabbiani. Col sole che mi baciava dopo l’infinita pioggia milanese, mi ha fatto rinascere!
Da qui passeggiate lungo il porto fino al Palais du Pharo, voluto da Napoleone III. Qui c’è un parco da cui si ha una vista spettacolare sul centro di Marsiglia, con le alture calcaree alle spalle.
Il panorama mostra anche uno spettacolare mix architettonico. Di fronte c’è il Vieux-Port, protetto dagli antichi forti: Fort Saint-Nicolas a destra e Fort Saint-Jean a sinistra. Al suo fianco c’è il Mucem, il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo, un edificio super contemporaneo. Dietro svetta La Major, la cattedrale neobizantina con rimandi orientaleggianti.
E dopo essermi goduta questo panorama da urlo, sono andata esattamente dall’altra parte, al Mucem, per godermi la città da un’altra angolazione, e il mare aperto.

Vista sul Mucem e Fort Saint-Jean
Vista dal parco del Palais du Pharo

Notre-Dame-de-la-Garde

Il giorno dopo ho visitato un altro simbolo di Marsiglia, la basilica Notre-Dame-de-la-Garde, in stile romanico-bizantino. Si vede praticamente da ovunque, perché domina da una collina nel punto più alto della città. Potete raggiungerla tranquillamente dal Vieux-Port inerpicandovi per le vie. Preparatevi: Marsiglia è tutto un su e giù per le colline.
Anche qui la vista lascia senza fiato. Vedrete Marsiglia a 360 gradi, avrò passato almeno un’ora girando per tutti i punti panoramici intorno alla basilica. Lo sguardo poi si perde nel mare con l’arcipelago delle Frioul, a 4 chilometri dalla costa. Conta quattro minuscole isole: nella fortezza dell’isola d’If è stato rinchiuso il protagonista de “Il Conte de Monte Cristo”, romanzo di Alexandre Dumas.
Non ho visitato la basilica, c’era una coda infinita. Ho preferito respirare a pieni polmoni l’aria fresca, e godermi il profumo della vegetazione mediterranea. Perché Marsiglia sorprende anche col suo lato selvaggio.

Vista sull'arcipelago delle Frioul
Vista sull’arcipelago delle Frioul

La Corniche

Dalla basilica sono scesa verso il mare, andando a caso per viuzze tranquille e solitarie. Qui Marsiglia mostra il suo lato placido, mi sembrava di stare in un paesino di mare fra case basse, oleandri e gabbiani.
Arrivata sulla costa, sono stata letteralmente rapita da La Corniche. È una lunga strada panoramica a picco sul mare che da Plage des Catalans, nel centro della città, arriva a Plage du Prado. C’era gente che correva, andava in bici, o camminava serena godendosi sole, salsedine e brezza nei capelli, come me. Mi sentivo in paradiso.
Ho camminato in beatitudine totale fino a la Plage du Prophèt, e ho proseguito dopo la curva, per poi tornare indietro verso il centro sempre seguendo la costa. Sappiate che il mare è stupendo, con un’acqua trasparente e colori che vanno dal verde smeraldo al blu intenso. C’era molta gente nelle varie spiagge e calette, e la domanda è stata una: perché vivo a Milano?

Passeggiata lungo La Corniche verso. la Plage du Prophet - Visitare Marsiglia a piedi

Penisola di Malmousque

Ho fatto uno stop a Parc Valmer, perfetto per godersi un po’ di ombra e di fresco. La villa che dà il nome al parco è un esempio delle sontuose dimore borghesi del 1800. Molto pittoresco è il Pont de la Fausse-Monnaie col piccolo porto nascosto, e la gente abbarbicata sulla roccia a godersi il sole.
Abbandonate La Corniche per esplorare la penisola di Malmousque. Tornerete di nuovo alla “Marsiglia-paesino-di-mare” con stradine, casette, pace e tranquillità. Ci sono piccole baie una dietro l’altra: Anse de Maldormé con la sua spiaggetta è da cartolina. Fate un salto anche all’Anse de Malmousque, con un porticciolo lungo e stretto. Se lo costeggiate sulla destra sarete direttamente sugli scogli.
Tornando verso il centro mi sono fermata in un altro punto meraviglioso: Port du Vallon des Auffen, in cui Marsiglia si presenta in tutti i suoi strati di bellezza, dall’acqua alle case arroccate.

Gente che prende il sole all'Anse de Maldormé - Visitare Marsiglia a piedi
Anse de Maldormé

Il Panier

Non può mancare il quartiere marsigliese per eccellenza, il più antico. A ridosso del Vieux Port, il Panier è una minuscola città nella città. Un reticolo di vicoletti sali e scendi si dipana da Rue du Panier. Del suo passato malfamato (per secoli ha accolto poveri diavoli in cerca di un futuro migliore) resta poco. Di giorno è pieno di turisti, ci sono botteghe artigianali, localini e bistrot. Il rischio però è che diventi una Montmartre, perdendo la sua anima ruspante. Ma credo se la tenga stretta, si vede dai panni stesi, la street art ovunque e le viuzze vissute. La notte infatti è sempre meglio drizzare le antenne, consiglio di un local.
Andate in giro per i vicoli senza bussola, non rischiate di perdervi. Unici indirizzi che vi dico di segnare: Rue Puits Saint-Antoine (in fondo c’è un murales meraviglioso) e Bar des 13 Coins. A parte essere uno dei locali preferiti di Jean Claude Izzo, è in una piazzetta deliziosa.

Vicolo del Panier fra casse colorate e piante - Visitare Marsiglia a piedi

La Plaine e dintorni

Dal quartiere più antico passiamo al più trendy. È una specie di triangolo delle Bermude. Iniziamo dalla storica Place Jean Jaurès, nel quartiere de La Plaine. È una grande piazza con alberi e panchine. Tutto intorno ci sono locali, in cui sedersi e godersi l’attimo è un obbligo.
Qui ho avuto una splendida botta di fortuna: sono capitata quando c’era il mercato delle pulci che si tiene ogni seconda domenica del mese. Avendo solo bagaglio a mano non ho ravanato, ma ho visto pezzi davvero belli. I venditori si fermano fino al primo pomeriggio.
Mi sono seduta in una “boulangerie”, ho preso “pain au chocolat” e mi sono guardata intorno: gente che faceva colazione, leggeva, giocava a scacchi, si ripigliava dalla serata, comprava e vendeva. È uno dei ricordi più belli del viaggio. Da quello che ho capito si tiene anche un mercato di frutta e verdura diversi giorni a settimana, ed è storico a Marsiglia.

Il mercato delle pulci di La Plaine - Visitare Marsiglia a piedi
Il mercato delle pulci di La Plaine

Da qui sono andata a Cours Julien, che in realtà sembra una lunga e grande piazza. È pieno di locali, perfetto per rilassarsi. Tutto intorno le strade sono un tripudio di street art, pure le saracinesche diventano arte urbana! Non perdetevi la scalinata di Cours Julien, con un lunghissimo scorcio su Marsiglia.
E concludiamo il triangolo delle bermude con Place Notre Dame du Mont, anche lei col suo perché.
Voglio essere sincera: tutta questa zona mantiene a fatica la sua anima popolare. È molto trendy e si trova in centro, quindi tira aria di gentrificazione. Dal 2013, quando Marsiglia è stata Capitale europea della cultura, è partito un processo per “ripulire” la città. Il rischio è che quartieri interi vengano snaturati, per attrarre masse di turisti e investitori. Si alzano i prezzi e la gente che ci vive da una vita deve andarsene. Speriamo non diventi un ammasso di Airbnb e negozi di souvenir. Per ora comunque, resiste!

Locali in Cours Julien - Visitare Marsiglia a piedi
Locali in Cours Julien

Noialles

Da qui raggiungete il quartiere arabo di Noialles. Potete arrivarci anche dal Vieux Port passando per la Canebière, una delle vie storiche di Marsiglia, ora piena di negozi.
Noialles conta una manciata di viette, ed è famoso soprattutto per il mercato che si tiene da lunedì a sabato in Place Du Marché Des Capucins. Nelle vie vicine ci sono mille posti in cui mangiare cucina di mezzo mondo, e botteghe alimentari che vendono altrettante specialità. Tenete presente che questo quartiere è piuttosto abbandonato a se stesso. Non molti anni fa addirittura sono crollati due palazzi, uccidendo otto persone.
Il discorso immigrazione a Marsiglia è a dir poco complesso, e io non ho le competenze per approfondire questa tematica. A differenza dell’Italia, qui vivono famiglie di immigrati arrivate decenni e decenni fa, sono francesi a tutti gli effetti da molto tempo. Purtroppo però non credo il tutto si riduca a un passaporto, anzi.

Bancarelle al mercato di Noialles
Il mercato di Noialles

Marsiglia è pericolosa?

E ora rispondo a questa domanda che mi sono sentita fare spesso, e che mi sono fatta anche io. Mi hanno sempre descritto Marsiglia come malfamata e piena di immigrati (con quel “piacevole” tocco razzista). Io invece ho scoperto una città che è una meravigliosa mescolanza umana. Da secoli è la porta della Francia sull’Africa e l’Oriente.
Piccola parentesi: questa volta sono stata ospite di una ragazza newyorkese conosciuta in un press tour in Germania. Da un anno e mezzo vive a Marsiglia per studiare il francese. Detto questo, di giorno era super impegnata e ho sempre visitato Marsiglia da sola. Seguendo le sue dritte non mi sono mai sentita in pericolo. Come in qualsiasi altra città, basta sapere dove NON andare: evitate i quartieri a nord, dalla stazione ferroviaria di Saint-Charles in su in pratica; di notte evitate il quartiere di Noialles e la fermata della metro di Colbert. Per il resto, godetevi questa città stupenda, io ci tornerei adesso.

Bambini che giocano a calcio in una via del Panier

Se avanza tempo

“Last but not least”, vi do ancora tre dritte: non sono tappe indispensabili secondo me, ma meritano.
Il Palais Longchamp e soprattutto il suo parco, che è probabilmente l’unico vero polmone verde di Marsiglia.
– La Cité Radieuse di Le Corbusier, se vi interessa l’architettura. È un progetto residenziale e urbanistico che segue il principio di una città verticale, ed è Patrimonio Unesco. Ovviamente è abitato, ma dei piani sono visitabili, compresa la terrazza.
La Friche, un polo culturale dietro la stazione nell’ex manifattura di tabacco, nel vecchio quartiere popolare Belle de mai, non sicurissimo. Mi mangio le mani per essermi scordata di andarci.
– Les Goudes, un quartiere al limitare di Marsiglia che in realtà sembra un villaggio di pescatori, alle porte del Parco Nazionale delle Calanques. Pranzate al Bikini con vista mare. Qui viveva Fabio Montale, il protagonista della trilogia di Izzo.

La Cité Radieuse di Corbusier
La Cité Radieuse

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare

Ho volato con Ryanair da Milano, ma ci sono molti collegamenti con altre città italiane.

Come muoversi

Appena fuori dall’aeroporto si può prendere l’autobus della linea 91, che senza traffico porta alla stazione di Saint-Charles in mezz’ora. Il biglietto costa 10 euro, 16 euro a/r, e si acquista in biglietteria o alle macchinette.
A Saint-Charles passano le due linee metropolitane della città. Il biglietto costa 1,80 euro. Questo è il sito del trasporto pubblico.

CONSIGLI LETTERARI

Ovviamente la trilogia marsigliese di Jean Claude Izzo: “Casino totale”, “Chourmo” e “Solea”. Potete comprare i tre libri separatamente, oppure in un’edizione unica. È un noir con protagonista Fabio Montale, uno sbirro dal cuore di panna.
Da quando sono tornata sto rileggendo tutti e tre i libri, ed è meraviglioso perché mi ritrovo nelle vie e nei luoghi, approfondendo la conoscenza e la cultura della città. Perché Izzo era ovviamente marsigliese, figlio di immigrati italiani: cliché perfetto.


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