Il sestiere di Cannaregio: Venezia autentica e meno turistica

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Senza la ressa di turisti, nel sestiere di Cannaregio Venezia diventa un’oasi di pace: vi porto in giro fra canali deserti e sontuosi palazzi

Venezia è la mia città italiana del cuore e ci sono tornata per la sesta volta. Ormai ho preso l’abitudine di fuggire dalle mandrie di turisti che si riversano fra il ponte di Rialto e Piazza San Marco. Certo sono da vedere, ma Venezia è molto ma molto di più. Custodisce ancora sestieri autentici, in cui si incrociano quasi esclusivamente veneziani, i canali sono tranquilli e si respira quotidianità. Questi paradisi di pace però vanno cercati. Dopo aver scoperto Castello, questa volta mi sono concentrata sul sestiere di Cannaregio. Pronte per immergervi in una Venezia fuori dai percorsi turistici e con tante cose belle a vedere?

Una ragazza cammina per una calle tranquilla lungo il canale

Il sestiere (quartiere)

Cannaregio è il sestiere più popolato e uno dei più vasti della città. E anche uno dei più “ariosi” direi, basta guardare la mappa: ci sono larghi canali e rii più piccoli fra loro paralleli, costeggiati da ampie fondamenta (marciapiedi). A collegarli ci sono ponti e piccole calli. È un sestiere molto eclettico: ha un animo popolare ma anche antichi palazzi nobiliari, campi molto vivaci e canali deserti.
Inizia a un passo dalla Stazione di Santa Lucia, e man mano che ci si allontana l’atmosfera si fa via via sempre più tranquilla. Spesso ero completamente sola. Ma non preoccupatevi, Venezia è ideale per le donne che viaggiano da sole: non mi sono mai sentita in pericolo, per questo è perfetta per perdersi senza ansie.
In questo articolo vi consiglierò tutte le perle che mi sono piaciute e vorrei scopriste anche voi. Ma Venezia NON va visitata seguendo un rigoroso itinerario con Maps perennemente alla mano. Seguite il cuore, tanto c’è bellezza ovunque.

La scritta sestiere di Cannaregio sul muro, con sotto il negozio di un barbiere

Dalla stazione al Ghetto

Uscite dalla stazione, alla vostra sinistra in un attimo vi troverete lungo la Fondamenta di Cannaregio. Arrivate fino al Ponte dei Tre Archi, unico di questo genere in tutta Venezia, e ammirate il seicentesco Palazzo Surian. Un tempo era adibito ad ambasciata di Francia, e ospitò Jean Jacques Rousseau quando era segretario dell’ambasciatore.
Puntate verso sud lungo la fondamenta per girare in Calle Vecchio Ghetto e raggiungete il Campo de Ghetto Novo, che paradossalmente è il nucleo originario più antico. È il quartiere creato nel 1500 per riunire tutti gli ebrei della città, che prima erano sull’isola della Giudecca. Tollerati dalla comunità, erano comunque soggetti a restrizioni, come la chiusura del Ghetto in determinati orari. La libertà di culto però era concessa e ci sono cinque sinagoghe, chiamate anche Schole.
Stipati in un’area certo non grande, gli ebrei fecero crescere le case in altezza, ragione per il Ghetto offre una rarità di Venezia: palazzi di svariati piani.

cosa vedere nel sestiere di Cannaregio Venezia: il ghetto, con i palazzi più alti della città
Gli alti palazzi del Ghetto

A spasso per le fondamenta

È ora il momento di andare a zonzo per le Fondamenta dei Ormesini e de la Misericordia, bagnate dai rispettivi rii. Qui ci sono molti locali e ristoranti, io ho bevuto uno spritz carichissssimo alla Birreria Zanon, seduta in riva al canale.
In Fondamenta dei Mori c’è la Casa del Tintoretto: più Venezia di così si muore. A nord, sul rio che dà il nome alle Fondamenta Gasparo Contarini, si affaccia una sontuosa chicca di Cannaregio, Palazzo Mastelli. Era dei tre fratelli Rioba, Sandi e Afani, mercanti arrivati a Venezia nel 1112 dalla Morea, come veniva chiamato il Peloponneso. Il nome del palazzo pare venga dai catini pieni di monete d’oro e d’argento che possedevano. Tipicamente gotico, viene chiamato la “casa del Cammello” per il curioso bassorilievo sulla facciata (a destra), con un uomo che conduce un cammello. Più avanti sul lato opposto c’è il pittoresco Campo della Madonna de l’Orto con la sua chiesa.
E non perdetevi il Ponte dei Muti sul Rio de la Sensa. Una pittoresca fondamenta dove cammini nella quiete più totale.

cosa vedere nel sestiere di Cannaregio Venezia: Palazzo Mastelli col suo bassorilievo con un cammello
Palazzo Mastelli

Strada Nova e Ca’ d’Oro

Proseguendo verso est si arriva alla Fondamenta San Felice. Sull’omonimo rio si raggiunge il Ponte Chiodo, uno dei due ponti senza balaustre sopravvissuti a Venezia. Un tempo erano proprio così. È molto piccolo e conduce a un’abitazione privata, io l’ho trovato per caso.
Proseguendo lungo il rio arrivate a Campo San Felice, e da lì inizia la Strada Nova. È la via dello struscio di Cannaregio, con mille posti per mangiare e varie catene. A sinistra vedrete l’ingresso della Ca’ d’Oro. Dà sul Canal Grande, ed è il gioiello del sestiere. Sontuoso palazzo del 1400, prende il nome da quelle che erano le dorature intarsiate sui marmi policromi della facciata. È uno dei più prestigiosi palazzi tardogotici veneziani. Da quasi un secolo ospita la Galleria Giorgio Franchetti. Il nome viene dall’ultimo proprietario della Ca’ d’Oro, il barone che la fece restaurare riportandola all’antico splendore. Per nostra fortuna, donò il palazzo e la ricca collezione di opere d’arte e arredi allo Stato, che ne ha fatto un museo.

Un bar in un palazzo dalle finestre decorate

Campi meravigliosi

Qui rispetto alla prima parte con le grandi fondamenta, Cannaregio diventa un po’ più labirintico. Andando a zonzo senza bussola sono arrivata al Campo dei Gesuiti con la sua chiesa. Dei bambini giocavano scalmanati e calcio. Scene di vita quotidiana che altrove a Venezia ce le possiamo scordare.
Da lì ho attraversato il rio e sono arrivata nella deliziosa Corte de la Carità, dove c’è l’Osteria Alla Frasca in cui un giorno vorrei andare a mangiare. Le calli tutte intorno sono una splendida zona appartata da godersi in totale libertà.
Tornando verso il Canal Grande c’è un susseguirsi di campi da cartolina. Campo SS. Apostoli è quello più vivace, una piazzetta con negozi, bar e un bel viavai di gente. In Campiello de la Cason c’eravamo solo io, e un cameriere che apparecchiava i tavolini. Campiello San Canzian è un’altra chicca solitaria. Invece Campiello dei Miracoli è perfetto per sedersi in un baretto per una pausa spritz. Campiello Santa Maria Nova è una silenziosissima perla.

Un piccolo campo con sul fondo un palazzo dalle finestre decorate

Verso Castello

Facendo Calle Larga Giacinto Gallina, alla vostra sinistra sul muro leggerete la scritta “Sestiere de Canaregio”, che sancisce l’inizio e per noi la fine di questo meraviglioso quartiere.
Attraversando il ponte sarete in Campo SS. Paolo e Giovanni, dove ci sono la basilica e l’ospedale più bello del pianeta, non pubblico foto per non rovinarvi la sorpresa. Il ponte segna il confine con un altro sestiere, Castello. Anche se è una dura lotta credo sia il mio preferito, perché ancora più solitario e autentico. Un paradiso di panni stesi e quiete. Col mio articolo potrete proseguire la vostra visita fino alla coda di questo incredibile pesciolino che si chiama Venezia.
Mi stupisco di come in questa città si passi da calli in cui cammini in fila fra la ressa, e sestieri pacifici come Cannaregio e Castello in cui ritrovi la vera essenza della città. Ringraziamo quindi quei turisti che si limitano alle attrazioni nella prima pagina di Google. Noi andiamo ben oltre.

La scritta sestriere di cannaregio alla fine di un ponte
La scritta col nome di Cannaregio

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
Sono stata a Venezia in giornata perché volevo vedere una mostra. Con infinita pazienza, sono riuscita a trovare la congiunzione astrale offerta treno + meteo decente: da Milano, partenza ore 7:35 con Italo 7,90 euro, ritorno ore 17:48 con Trenitalia 11,90 euro. Entrambi diretti.

CONSIGLI LETTERARI

“Corto sconto” di Guido Fuga e Lele Vianello, con illustrazioni di Hugo Pratt
Una preziosissima guida frutto delle passeggiate col grande fumettista, nato a Rimini, cittadino del mondo ma veneziano nell’anima. Seguire gli itinerari passo-passo per me è complicato, ma ci sono mille dritte utilissime (anche culinarie), aneddoti e dettagli che vanno ben oltre la semplice guida.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lucio ha detto:

    Tutto bello , anzi bellissimo ,ma purtroppo non viene mantenuto efficacemente…e non si tiene conto delle esigenze dei residenti

    1. Beh certo, Venezia deve essere una città impegnativa da gestire sotto molti punti di vista, e immagino non sia semplice condividerla con questa mole di turisti.

    2. Nino ha detto:

      Fa piacere leggere che il mio sestiere è ancora molto apprezzato, ma vorrei spingere alla riflessione che è grazie ad articoli come questo che si invitano i turisti ad appropriarsi anche delle zone residenziali perché più autentiche. Una volta cannaregio era ancora meglio, poi si è iniziato a parlare del suo potenziale…

      1. Capisco quello che intendi, ed è una riflessione giusta. Ti ringrazio per la fiducia, ma non credo che il mio blog da solo possa trasportare masse di turisti a Cannaregio o Castello. Io li ho scoperti un po’ perché consigliati dai veneziani, un po’ perché ho delle guide che ne parlano. Quindi non faccio scoprire nulla di nuovo. Avessi scovato una perla nascosta di cui nessuno ha mai parlato, ti assicuro che mi sarei fatta delle remore, ma non è questo il caso.

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