La Parigi (segreta) di Brassaï in mostra a Milano

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Grazie alle foto di Brassaï, in mostra a Milano fino al 2 giugno, ho passeggiato per la Parigi degli anni ’30 fra bistrot, balere e case chiuse

Partiamo da un presupposto: la mostra di Brassaï a Milano è una delle più belle che ho visto da sempre. 200 foto d’epoca originali tranne qualche rara eccezione, esposte come ha voluto il nipote dell’artista, Philippe Ribeyrolles, curatore della mostra. Se a questo aggiungiamo che la protagonista è Parigi a cavallo fra le due guerre, soprattutto nella sua veste notturna, la combo è irresistibile. Segnatevi quindi in agenda: l’appuntamento è a Milano a Palazzo Reale fino al 2 giugno. Pronte per una passeggiata nella Ville Lumière con un mostro sacro della fotografia?

Ho scritto “passeggiata” non a caso, proprio perché, come ha detto il curatore durante la preview per la stampa, la mostra può essere riassunta in due parole: “flânerie” intima. “Flânerie” non ha un termine italiano unico, ma si può tradurre a grandi linee in andare a zonzo, girovagare, prendersi il tempo per passeggiare, oziare, fare tutto con calma. “Intima” invece si riferisce al fatto che in mostra ci sono scatti di famiglia, arrivati al nipote per successione. Un’opera monumentale che Ribeyrolles ha cercato di selezionare per farci scoprire l’anima di Brassaï.
Il periodo storico è prevalentemente quello degli anni ’30. Sono quasi tutte foto vintage originali, stampate direttamente dall’artista che ne ha controllato lo sviluppo in camera oscura. In poche parole, vediamo quello che Brassaï voleva davvero farci vedere. Per me è stata una sorta di amplesso fotografico.

Brassai in mostra a Milano: una sala di Palazzo reale

Chi è Brassaï?

Mi reputo un’amante della fotografia, e le cose le imparo leggendo e soprattutto andando alle mostre. Conoscevo le foto di Brassaï, ma non la sua storia. Era un uomo di enorme cultura e un artista poliedrico: giornalista, pittore, scultore, disegnatore, scrittore, cineasta. Ma è nella fotografia che trova il mezzo di espressione perfetto, dandogli il suo tocco documentario.
Si chiamava Gyula Halász, ma ha scelto Brassaï come nome d’arte. Viene da “brasso”, che in ungherese significa “di Brasov, dove nacque nel 1899. Oggi la città si trova in Romania, ai tempi però era in territorio ungherese. Ma è Parigi il suo posto nel mondo: ci visse per un anno con la famiglia quando era bambino, per poi trasferirsi definitivamente nel 1924, esattamente un secolo fa. È qui che entra in contatto con molti artisti, soprattutto surrealisti, importanti per la sua formazione. E il suo talento esplode.

Uno coppia cammina di fronte alla torre eiffel
© Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles

Fotografo umanista

Nelle foto di Brassaï, la presenza delle persone è essenziale. Appartiene infatti alla scuola di fotografia francese definita “umanista”, anche se per descrivere il suo lavoro è riduttivo. Quindi, in mostra non c’è solo la bellezza di Parigi, tutt’altro. C’è la sua umanità a 360°: dalle prostitute nei bordelli agli artisti nei loro atelier, dagli aristocratici alle serate di gala ai lavoratori dei mercati generali.
Col suo sguardo discreto, si pone alla giusta distanza ma dando ai soggetti il ruolo centrale: partecipano allo scatto. La sua non è una distanza fredda, ma un approccio curioso, empatico e meravigliosamente senza giudizi. Coglie la realtà così com’è, nuda e cruda, senza voyeurismo: una realtà semplice ma straordinaria al tempo stesso. Possiede il raro dono che tanti artisti disprezzano: coglie la normalità, e in tutto quello che fotografa trova la perfezione. Henry Miller lo ha descritto in modo perfetto: Brassaï è “l’occhio vivo” della fotografia.

Brassai in mostra a milano: una prostituta lungo la strada
© Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles

La mostra

Ci sono nove temi presentati non in ordine cronologico, ma studiati per dare coerenza visiva ed entrare nel cuore di Brassaï, passeggiando per Parigi. È una città che adoro, e questo è il mio ultimo articolo.
Ci sono i suoi primi scatti, a partire dal 1929, cinque anni dopo il trasferimento definitivo nella capitale francese. Vuole rivivere alcuni ricordi dell’infanzia, i boulevard, la torre Eiffel, i parchi, l’eleganza delle donne. La passeggiata prosegue durante il giorno: gli scatti ritraggono piccoli mestieri, grandi monumenti, Parigi sotto la neve, corti popolari.
Poi cala la notte. Ed è qui che scopriamo le foto che hanno reso famoso Brassaï: immortala la Parigi delle strade buie. Il suo esposimetro era la sigaretta, le fonti di luce erano i lampioni, la luna, i fari delle macchine. Coglie i giochi dell’oscurità, la poesia creata dalla nebbia che cambia le cose. Anche un rigagnolo diventa uno splendido reticolo di geometrie.

Autoritratto di Brassai di fronte alla macchina fotografica per strada
Autoritratto © Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles

Man mano che avanza il buio entriamo nella Parigi segreta e discinta, ragno degli amanti, le balere, il can-can al Moulin Rouge e le notti folli. Lo interessava quello che avveniva dietro ai muri, il suo era uno studio sociale dei costumi della Parigi sotterranea. Brassaï si trovava a suo agio in ogni ambiente. Ed è poi la volta della Parigi canaglia con le case chiuse, i teppisti e le bande di delinquenti, le retate dei poliziotti, i balli segreti.
Ma non voglio dirvi proprio tutto. Però ecco, godetevi anche per me gli sguardi degli artisti. Solo quando il fotografo sa creare una connessione perfetta, i soggetti guardano l’obiettivo in questo modo. Ci sono Picasso, Dalí, Giacometti, Colette, Kiki Montparnasse, Anaïs Nin, Matisse, Henry Miller, Prévert. La “Môme Bijou” qui sotto è venuta a casa con me. È solo una cartolina, ma racchiude tutte le emozioni che mi ha dato questa mostra.

Una signora anziana molto affascinante, piena di anelli. eioielli
© Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles

INFO UTILI

Dove
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12, Milano (metro M3 fermata Duomo)

Orari (23 febbraio – 2 giugno)
lunedì chiuso
da martedì a domenica ore 10 – 19:30
giovedì 10 – 22:30

Ingresso
Intero 15 euro, ridotto 13 euro (per le altre riduzioni guardate sul sito)

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