Mini tour in Polonia: città da visitare e consigli pratici

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Ecco i miei consigli pratici per viaggiare in Polonia: città da visitare, come muoversi, cosa mangiare e, soprattutto, come scoprirla e amarla

Finalmente sono andata in Polonia! La puntavo dallo scorso anno, ma la burocrazia per il Covid mi aveva frenata. Poi sono cadute tutte le restrizioni, così ad agosto ho prenotato e a settembre sono partita per un viaggio di dieci giorni. Ed è stato bellissimo! Ho visitato Cracovia, Varsavia e Breslavia (ecco la mappa). In questo articolo vi do una panoramica generale di queste tre città, per poi dedicare a ciascuna un articolo, e consigli pratici su come muovervi e viaggiare in Polonia. Pronte per un tour a Est?

La piazza centrale nel centro storico di Varsavia in Polonia, città da visitare
Il centro storico di Varsavia

Perché andare in Polonia?

Me lo hanno chiesto in tanti. Appena esci dalle rotte Parigi-Londra-Amsterdam, la gente spesso rimane interdetta. Grazie a Dio esiste la curiosità, e io ne ho tanta.
La Polonia mi attirava soprattutto per la sua storia tormentata. Come le persone, anche i Paesi che hanno sofferto hanno molto da raccontare. E nel suo caso, la storia occupa una fetta talmente grossa che è imprescindibile sapere quello che è successo, per capire anche la Polonia dinamica di oggi. Confinando con Germania e Russia, e con la Svezia oltre il mare, è stata spartita per secoli. Pensate, per oltre 120 anni non è esistita! Solo nel 1918 è tornata indipendente. Nel ‘900 Hitler da una parte e Stalin dall’altra l’hanno massacrata. E l’olocausto ha dato il peggio di sé, con Auschwitz in prima linea. Il genocidio degli ebrei è ricordato ovunque. Poi c’è stato il periodo comunista. Insomma, una tragedia storica a puntate.

Un negozio di anticaglia nel quartiere ebraico di Cracovia in Polonia, città da visitare
Negozio nel quartiere ebraico di Cracovia

Con un simile bagaglio alle spalle, la Polonia è piena zeppa di cultura. Tanto per dire, Chopin è nato a Varsavia, il cinema è una cosa seria (vedi Polanski e Kieslowski), ci sono librerie e musei ovunque. Cracovia, Breslavia e Varsavia sono tutte e tre città universitarie piene di vita.
A tutto questo si aggiungono altri elementi. A me, come si può capire, interessava la Polonia urbana. L’architettura è un mix interessantissimo. Gli splendidi palazzi colorati da cartolina, memoria di un passato glorioso, convivono con edifici del realismo socialista.
“Last but not least”, viaggiare in Polonia costa poco: soggiorno, trasporti, cibo, tutto è a portata di mano. E meno spendo, più tempo posso fermarmi. Viaggiare da sola poi è stato piacevole, non mi sono mai sentita in pericolo. Ho incontrato persone gentili, magari la vecchia generazione è un po’ formale ma basta un sorriso e si smolla.

Mix architettonico a Breslavia in Polonia, città da visitare
Mix architettonico a Breslavia

LE CITTÀ CHE HO VISITATO

Cracovia

Ora che ci sono stata capisco come mai sia la città più visitata della Polonia, e vi consiglio di passarci almeno quattro giorni. Un tempo capitale reale, è una vera e propria gemma. La Città Vecchia, Patrimonio Unesco, è racchiusa da un anello verde, il Planty, il parco che ha preso il posto delle antiche mura. La Piazza del Mercato (“Rynek Glowny”) è la piazza medievale più grande d’Europa.
Cracovia è la capitale ufficiosa della cultura, e rilassarsi in uno dei tanti café-libreria è parte del viaggio. Le zone da visitare sono essenzialmente tre: centro storico, antico quartiere ebraico e il ghetto. Anche qui l’olocausto ha lasciato un segno indelebile. Auschwitz è a un’ora e mezza da Cracovia, e i fatti raccontati da “Schindler’s list” sono accaduti proprio qui. Un’altra tappa fuori città che merita è la miniera di sale. Ultima cosa: la vita notturna è un fiore all’occhiello.

La Basilica di Sana Maria a Cracovia
La Basilica di Santa Maria a Cracovia

Breslavia

Chiamata spesso col nome polacco Wroclaw, Breslavia è una città gotica sull’acqua. Attraversata dal fiume Oder, i suoi affluenti e i canali, conta numerose isolette collegate da oltre cento ponti. L’Isola della Cattedrale è un’oasi di fascino, con le lampade a gas ancora accese a mano. La Cattedrale mi ha lasciato a bocca aperta, ma sappiate che vi succederà spesso nelle chiese polacche.
A tutto ciò si aggiunge il centro storico di una bellezza incredibile. Anche qui il cuore è la grande Piazza del Mercato (“Rynek Starego Miasta”) con palazzi elegantissimi ancora più belli di quelli di Cracovia. Non hanno solo i tipici colori accesi, ma sono riccamente decorati grazie agli influssi boemi, prussiani e austriaci (Brelsavia dista circa 4 ore da Praga e Berlino). Ed è la città degli gnomi, ma ve lo spiegherò nell’articolo dedicato. Per visitarla bastano due giorni, inclusa una tappa al Museo Nazionale.

Palazzi nella Piazza del mercato a Breslavia
Palazzi nella Piazza del Mercato a Breslavia

Varsavia

Eccoci nella capitale polacca, la fenice risorta dalle ceneri. I nazisti infatti l’hanno rasa al suolo per l’80%. Purtroppo quando sono arrivata non ero in forma, e non l’ho girata quanto avrei voluto. Ma onestamente, non mi ha fatto battere il cuore. Sarà che venivo da due città gioiello a misura d’uomo, mentre Varsavia è grande più del doppio di Milano.
Detto questo, ha fatto breccia dentro di me per la sua energia e la tenacia. I polacchi hanno ricostruito il centro storico, diventato Patrimonio Unesco, identico a quello originale. Una caparbietà che la dice lunga. È caratteristico e si visita in mezza giornata. Varsavia è anche una città molto verde, e con tanti musei tra cui scegliere. Da non perdere sicuramente il Museo dell’Insurrezione. Tirando le somme, non è la prima città polacca che vi consiglierei, anche se credo abbia bisogno di più tempo per mostrarsi davvero. Io ci sono stata tre giorni.

Piazza della Città Vecchia a Varsavia
Piazza della Città Vecchia a Varsavia

CONSIGLI DI VIAGGIO

– Quali città visitare: ce ne sono molte e interessanti. Ho scelto Cracovia e Varsavia perché ci tenevo tantissimo, Breslavia invece per mere questioni logistiche, ed è stata una meravigliosa sorpresa. In realtà avrei voluto terminare il viaggio a Danzica sul Mar Baltico, ma sono sempre dell’idea che “less is more”: meglio 3 città visitate bene che 4 di corsa. E col rischio della cancellazione dei voli, era meglio tornare da Varsavia che ha voli ogni giorno. Se avessi avuto ancora più tempo per viaggiare, una tappa a Poznan o Torun sarebbe stata perfetta. Ed è sottinteso che in Polonia ci tornerei domani.

– Moneta: la Polonia è nell’Ue ma ha ancora gli zloty. Al cambio attuale 1 euro sono 4,8 zloty. Nelle città in cui sono stata ci sono bancomat e cambi ovunque, ed è possibile pagare praticamente tutto con la carta.

Dove dormire

Sono sempre stata in ostello. A parte Breslavia, a Cracovia e Varsavia c’è l’imbarazzo della scelta. In genere te la cavi con 20 euro a notte in camerata. Negli articoli sulle varie città vi darò i dettagli.

Come muoversi

Ho sempre viaggiato in treno su Intercity moderni e puliti. La Polonia è molto ben organizzata anche coi pullman, ma il fascino dei binari è unico per me. Ho comprato i biglietti in stazione, ma se preferite farlo online date un occhio su portalpasazera.pl. Tenete presente che di base “Glowna” e “Centralna” indicano le stazioni principali (il nome poi lo declinano, esempio “Wroclaw Glowny”).
Per quanto riguarda i bus/tram all’interno delle città, i biglietti si comprano alle macchinette alla fermata, prendono sia carta che contanti.

Dove e cosa mangiare

Premessa: la cucina polacca è buona, casalinga e bella sostanziosa, tipica di un Paese freddo. Ecco alcuni piatti tradizionali. La zuppa è la prima cosa, e in pole position ci sono: lo “zurek” con salsiccia, uova sode e verdure; il “borsc” a base di barbabietola; la “pomidorowa” con pomodori e spaghettini/riso. I protagonisti veri sono i “pierogi”, ravioli con diversi ripieni che vanno dalla carne alle verdure e i formaggi. Poi c’è il “bigos”, piatto con crauti, verza e carne di vario tipo. E tenete a mente che la panna acida regna sovrana, e il pane è buonissimo!

– Ristoranti: per darvi un’idea, mediamente mangiare primo e secondo in un buon ristorante in centro costa sui 20 euro. “Zapiecek” è una catena specializzata in “pierogi” che si trova più o meno ovunque, e si mangia bene spendendo poco.

– “Bar mleczny”: l’opzione più economica e autentica, la mia preferita! A grandi linee significa “bar latteria”. In passato erano una sorta di self service per lavoratori in pausa pranzo, con piatti a base di latticini. Falliti o finiti nel dimenticatoio, da un decennio sono tornati di moda. Oggi offrono ancora la tipica cucina polacca, inclusa la carne. La scelta può essere minima o molto vasta, dipende. Con 5 euro in media mangi una zuppa e un secondo. La domenica sono quasi sempre chiusi.

– Street food: la regina incontrastata è la “zapiekanka”, una baguette tagliata a metà da farcire in vario modo. La versione base è formaggio fuso, funghi, erba cipollina e ketch up. Un’ammazza cristiani perfetta in fame chimica.

Locali

A Cracovia e Breslavia ho perso il conto delle caffetterie bellissime, dal fascino retrò e molto spesso abbinate alla libreria. Le più belle in cui sono stata nella vita! I polacchi hanno un gusto incredibile nel creare un’atmosfera calda e accogliente.

CONSIGLI LETTERARI

Nella mia difficile ricerca di romanzi scritti da polacchi che raccontino la Polonia, ne ho trovati due ambientati a Cracovia e Varsavia che vi consiglierò nei singoli articoli, mentre in generale nella wishlist ho segnato:

“Giungla polacca”, reportage dell’impareggiabile Ryszard Kapuscinski.

“Montagna di sabbia” di Joanna Bator, l’unico romanzo che ho trovato sulla Polonia contemporanea slegato dal genocidio (l’editoria italiana punta sui classici di autori ebrei).

PODCAST

“Viaggio in Polonia” di Lonely Planet, in collaborazione con l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo. È ben fatto, e dà un’idea generale del territorio, le città principali e la storia.

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