Cosa vedere a Friedrichshain: Berlino super cool

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Nel quartiere di Friedrichshain Berlino dà il meglio di sé: locali, murales, mercatini delle pulci. Vi racconto cosa ho visto in un pomeriggio

In questo periodo di delirio areo, la cancellazione del volo è una disgrazia, ma per me è stata una gran botta di fortuna (per essere fini). Abbiate pazienza e vi spiegherò tutto. Intanto vi dico che a luglio ero in Germania per lavoro, e grazie a questa cancellazione ho passato una splendida domenica di sole a Berlino. E per l’occorrenza, ho deciso di tornare in un quartiere fighissimo del centro. Ho avuto poco tempo, ma di cose belle ne ho viste. Pronte per venire a spasso con me a Friedrichshain?

Al mercato del RAW a Friedrichshain Berlino

Ecco il prequel. Ricordate che nell’ultimo articolo ero a Dresda per un press tour di giornalisti? La domenica mattina ho preso il treno per l’aeroporto di Berlino, e da lì avrei dovuto partire per Milano alle 16. Ma come vi ho detto, il volo è stato cancellato. L’ente che mi ospitava ha trovato il volo per il giorno dopo e l’albergo. Tradotto: avevo mezza giornata per vedere Berlino! Ho subito mollato il trolley in hotel, che era in aeroporto perché il volo la mattina dopo era all’alba. Alle 13 sono saltata su un treno urbano, e in 45 minuti ero in centro. Avendo solo il pomeriggio a disposizione, ho scelto il quartiere di Friedrichshain perché ci ero stata toccata e fuga anni prima, in un grigio febbraio, e volevo visitarlo per bene. Sono scesa ad Alexanderplatz, avevo bisogno di un simbolo berlinese per capire che non era un sogno!

La torre della televisione in Alexanderplatz
La torre della televisione in Alexanderplatz

Da Alexanderplatz al parco

Salutata la magica torre della televisione (coi suoi 368 metri è la costruzione più alta della Germania e la quarta d’Europa) ho puntato Volkspark Friedrichshain, il parco comunale più antico di Berlino. Da qui sarei andata a esplorare il resto del quartiere (ecco la mappa). Per raggiungerlo sono passata per vialoni dai nomi altisonanti come Karl Marx Allee (un tempo Stalinallee) e casermoni sovietici. Splendido assaggio della Germania Est di un tempo.
Arrivata al parco, ho fatto quello che consiglio sempre: chiedere dritte a un “local”. Una ragazza bionda e sorridente mi ha spiegato dove andare. Boxaghener Platz è il cuore pulsante del quartiere, quindi ho puntato verso sud per visitare tutto quello che c’era fino al fiume Sprea. Avrei voluto girare meglio per il parco verdissimo e vedere la Märchenbrunnen, una fontana neobarocca, ma scalpitavo per esplorare Friedrichshain!

Il Volkspark Friedrichshain a Berlino

La zona di Richard-Sorge-Strasse

Avevo chiaro in testa la zona da visitare, ma volevo anche seguire il cuore. Nel press tour di lavoro in Sassonia la tabella di marcia era serrata, ma ora potevo fare tutto a modo mio: ero sola, la mia dimensione!
Sono andata lungo Richard-Sorge-Strasse infilandomi qua e là nelle viette. Una zona tranquilla dove regnava la pigra atmosfera domenicale, con gente che tornava a casa in ciabatte con birra e take away in mano. Per capire un po’ di più Friedrichshain, tenete presente che un tempo era un quartiere operaio e industriale, ma dopo la caduta del Muro ha subito una forte gentrificazione. Ora è abitato da giovani famiglie benestanti. Arrivata a Bersarinplatz (dove c’è il negozio di seconda mano Humana, il mio portafoglio ringrazia la chiusura domenicale) ho preso Revaler Strasse dove c’era parecchia gente. E in un attimo ho capito il perché: un’altra botta di fortuna.

Nella zona di Richard-Sorge-Strasse

Il Mercato del RAW

La domenica è l’unico giorno in cui si tiene il Mercato del RAW. È la ex officina di riparazioni ferroviarie, per esteso una parola di 85 lettere che vi evito. Oggi invece attira creativi da tutto il mondo, e vengono portati avanti in modo cooperativo più di 80 progetti. Oltre allo shopping si può ballare, fare arrampicata, pattinare o andare in skate, mangiare e, appunto, ravanare al mercato delle pulci della domenica. Si tiene dalle 8 alle 17 circa. Col mio bagaglio a mano ho evitato di rosicare alle bancarelle, ma ho fatto molto people watching. A parte essermi innamorata dieci volte, ho visto personaggi di tutti i tipi. Qualcuno ci era, qualcun altro ci faceva, ma in ogni caso era un piacere per gli occhi. E gli occhi al RAW sono felici anche per gli splendidi murales. Insomma, se capitate di domenica, non ve lo dovete perdere.

Le bancarelle del RAW a Friedrichshain Berlino

Nel cuore del quartiere

Dopo il mercato mi sono girata tutte le viette vicino alla rinomata Boxaghener Platz. Mi sono piaciute molto più di questa piazza, posso dirlo? Tutto intorno è pieno di locali e ristoranti etnici, e questo ci piace. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Ma era un delirio di gente e, soprattutto, mi pareva un raduno hipster. Forse anche per il mercato allestito nel parchetto. Decisamente too much per me, mi sembrava Ripa Ticinese a Milano di sabato.
Praticamente di fianco, in Spielplatz c’è un giardinetto più tranquillo e caratteristico. Ho fatto due chiacchiere con una coppia, perché ovviamente ho fatto amicizia con la loro cagnolina.
Molto carine le strade più sopra, e soprattutto Kreutzigerstrasse, dove i palazzi sono interamente coperti da murales. Avrei tanto voluto un esperto che mi spiegasse cosa vogliono dirci questi muri parlanti.

Street art in Kreutzigerstrasse

Helenenhof: un gioiellino urbano

Mi sono molto piaciute le vie verso la fine di Simplon Strasse. Carinissima la posizione del ristorante Schneeweiss al numero 16, davanti a un parchetto. Credo comunque nel pomeriggio si possa semplicemente bere qualcosa.
Andando a zonzo da quelle parti in Holteistrasse vicino al numero 31 mi sono infilata in quello che ho scoperto essere Helenenhof. È un complesso residenziale di 500 abitazione, di cui parla anche la Wikipedia tedesca. Fu costruito nei primissimi anni del 1900 per i dipendenti pubblici di Berlino. Danneggiato dai i bombardamenti, è stato ristrutturato a fine secolo, e per il suo valore urbano e architettonico è stato insignito di un premio. Io sono stata attratta dai cortili, un’oasi di pace verde. C’erano le mamme che leggevano sui prati, e i bimbi in costume nell’area gioco. E i palazzi, pur non capendoci nulla, sono davvero particolari. Un altro ingresso è in Holteistrasse.

Helenenhof, un complesso residenziale

Le chicche lungo il fiume

La mia giornata a Friedrichshain volgeva al termine. Sono andata lungo lo Sprea, dove sulle rive la gente si godeva il tramonto. Qui c’è un altro pezzo forte di storia industriale, l’Osthafen. Ai tempi era il porto più grande di Berlino, ora fra magazzini e uffici è il centro musicale e mediatico della città.
Sul fiume c’è l’Oberbaumbrücke, il ponte che collega Friedrichshain a Kreuzberg, l’altro mio quartiere preferito a Berlino, nella ex Germania Ovest. Hitler lo fece saltare durante la guerra, e poi è stato ricostruito. Oggi è uno dei simboli della riunificazione tedesca.
Sono tornata in albergo felice ma con un cruccio: non ho avuto tempo di visitare la East Side Gallery in Mühlenstrasse. È un tratto del Muro lungo oltre un chilometro e ricoperto da un centinaio di graffiti. È un memoriale alla libertà e la più estesa galleria d’arte all’aperto del mondo. Voi non perdetela.

Oberbaumbrücke, il ponte sul fiume Sprea
L’Oberbaumbrücke

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare
Per visitare Friedrichshain, dall’aeroporto ho preso il treno urbano S9 e sono scesa alla fermata di Alexanderplatz. Ma se siete in città, la fermata più vicina è quella di Warschauer dove passano diverse linee (è da qui infatti che sono tornata in albergo).

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