Libri ambientati in Russia e nei Paesi della ex URSS

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Anche a voi piacerebbe volare a San Pietroburgo, in Georgia o Armenia? Ecco i miei libri preferiti ambientati in Russia e nei Paesi dell’ex Unione Sovietica

Dallo scorso anno divoro libri ambientati in Russia e nell’ex Unione Sovietica. Apriamo Maps: parliamo di un territorio immenso che va dalla Moldavia all’Armenia, dalle repubbliche baltiche ai vari “Stan” (Kazakistan, Tagikistan ecc.). Perché questa fissa? Perché è una parte di mondo che mi attira tantissimo e che vorrei esplorare presto. E vista la mole di storia e cultura che ha alle spalle, un approfondimento prima di partire è doveroso. Quale modo migliore di avvicinarci a questi Paesi, se non attraverso un appassionante romanzo o un bel libro di viaggio? Ecco quelli che ho letto e che vi consiglio. Pronte per volare a Est?

Alcune dei libri che ho letto ambientati in Russia

“La città dei ladri” di David Benioff

Amo Benioff da “La 25a ora” ambientato a New York. Questo romanzo non lo eguaglia, ma è perfetto se cercate qualcosa di avvincente. Siamo a San Pietroburgo (Piter per gli amici) negli anni ’40 durante l’assedio nazista. Il protagonista è il nonno diciassettenne dello stesso Benioff, che gli ha raccontato le sue avventure lasciandogli il beneficio di romanzare il tutto. E il nipote ci riesce bene: la sua bravura anche come sceneggiatore (vedi “Il Trono di Spade”) si riconosce nei colpi di scena e nelle frasi a effetto. Ho letto critiche sul linguaggio volgare e lontano da quello dell’epoca. Credo che a scimmiottare i mostri sacri russi si finisca nel grottesco, quindi non bado alle parolacce ma all’ambientazione. E vi assicuro che fra le pagine scopriamo una Piter in mano ai cannibali, al mercato nero e alla fame, respirando il gelo delle distese russe.

La città dei ladri, uno dei libri ambientati in Russia che vi consiglio

“Melodia della terra” di Tschingis Aitmatov

Figura di spicco non solo nel mondo della letteratura ma anche in quello della politica, Aitmatov ha scritto questo piccolo grande capolavoro che ho divorato in poche ore. È un romanzo sull’amore, l’amore per la terra natia e per una vita sincera e onesta. Aitmatov descrive il paesaggio kirghiso in modo commovente, ogni riga è pura poesia. È come se la natura così aspra e genuina fosse tutt’uno con la semplicità dei sentimenti dei protagonisti. Ambientato durante la Seconda Guerra mondiale, ci porta in un Kirghizistan rurale fatto di campi di grano e kolkhoz, steppe immense dal cielo cupo e il sole accecante. Il rumore del fiume che scorre impetuoso fa da sottofondo, insieme al retaggio nomade degli abitanti del villaggio. E Giamilja, figlia di un cavallaro, coi suoi occhi a mandorla e le sopracciglia testarde fa le proprie scelte seguendo il cuore.

“Le donne di Lazar'” di Marina Stepnova

Andiamo in Siberia nella città di Novosibirsk. La trama scorre veloce dagli anni ’40 alla fine del ‘900 insieme a personaggi interessanti e ben delineati. Ognuno ha la sua tragicità russa ed è temprato dall’educazione sovietica. E ognuno è tremendamente imperfetto, guidato da un istinto di sopravvivenza che fa agire spesso a scapito di tutti quelli che lo circondano. Protagoniste del romanzo sono le donne, una completamente diversa dall’altra, che ruotano intorno alla figura di Lazar’ Lindt, genio non solo della fisica, ma a suo modo anche del male. Non vi svelo altro perché lo spoiler è dietro l’angolo. L’ho trovato un libro molto umano, in cui una spietata ironia alleggerisce i toni dei vari drammi esistenziali. Le vicende storiche fanno da cornice, perché vissute da un punto di vista privilegiato, insieme ai profumi della cucina tradizionale, lo scricchiolio del gelo sotto i piedi, e un destino da conquistare.

Le donne di Lazar', uno dei libri ambientati in Russia che vi consiglio

“La restauratrice di libri” di Katerina Poladjan

Oltre agli eventi sovietici, l’Armenia vanta una tragedia indelebile (anche se non riconosciuta dagli artefici): il genocidio da parte della Turchia, che segna per generazioni persino chi vuole prenderne le distanze. Delle volte infatti la cosa più facile sembra fuggire da un passato scomodo, ma alla fine è solo affrontandolo che si trova pace. È quello che cerca di fare la protagonista, Helene, una restauratrice di libri tedesca ma di origini armene, che va a Erevan per imparare le tecniche di legatorie tradizionali. Da qui il face to face con la cultura armena, e una serie di incontri (fatti di persona e fra le pagine) la spingono ad affrontare i propri demoni. La Poladjan scrive molto bene con immagini poetiche, discorsi come lame taglienti, botta e risposta. Mi sono innamorata di Arayik, ma è anche la prima volta che provo antipatia per un personaggio (ebbene sì, proprio Helene).

“Anime baltiche” di Jan Brokken

Lettura interessantissima. Lettonia-Estonia-Lituania sono il trittico baltico imparato a memoria a scuola, e che adesso per me emanano un fascino palpabile. Attraverso la storia di personaggi famosi e non, si delineano i territori contesi nei secoli dalle odierne Germania, Russia (impero zarista prima e Unione Sovietica poi) e Paesi scandinavi. Durante la seconda guerra mondiale le grandi potenze se li sono spartiti muovendo (e sradicando) senza ritegno gli abitanti come fossero semplici pedine di una scacchiera politica. Il bisogno di difendersi a est e ovest ha generato nazionalismi in ognuno dei tre Paesi. Non mancano i racconti del forte odio per gli ebrei (che qui vivevano in massa) con pogrom, deportazioni e mattanze varie. E storie di artisti e personaggi fuggiti dal nazismo o dal regime comunista come baroni baltici, russi e tedeschi trapiantati in altre nazioni, dove si sono sempre sentiti emarginati.

“Limonov” di Emmanuel Carrère

Con questa biografia, Emmanuel Carrère rende quasi simpatico un uomo detestabile. Eduard Limonov è una canaglia che dalla grigia periferia sovietica, nell’attuale Ucraina, fugge per allargare i suoi orizzonti. Nato durante la seconda guerra mondiale, è atteso da un futuro proletario ma lui vuole una vita straordinaria. Vede se stesso come l’eroe di un romanzo. Da qui iniziano le sue prodezze alla ricerca di ricchezza e fama, passando da delinquente a poeta, da semi criminale di guerra a capo di un partito politico. Ed è proprio questo spirito avventuriero che fa breccia nel cuore del borghese Carrère, tanto da presentarci un Limonov quasi comico, un farabutto impudente dall’incredibile energia vitale. Ma questo libro non è solo una biografia. Nella sua vita fuori dal comune, Limonov cavalca le ondate della storia per oltre mezzo secolo, incrociano luoghi ed epoche dall’America al Caucaso. Imperdibile per approfondire la storia russa contemporanea.

Limonov, uno dei libri ambientati in Russia che vi consiglio

“L’ottava vita (per Brilka)” di Nino Haratischwili

Partiamo dal numero di pagine che non deve spaventarvi, 1.200, perché avrei voluto non finissero mai (gli ho dedicato un articolo intero). In questa saga famigliare sette donne (la voce narrante è quella dell’ottava) sono travolte dagli eventi storici del secolo scorso. Protagonista insieme a loro è la Georgia pre e post Stalin, una terra a cavallo fra Asia ed Europa e dall’irresistibile “esotismo caucasico”. Ma fra le varie guerre e rivoluzioni viaggeremo per tutto l’Impero, passando da Tbilisi a San Pietroburgo fino a Mosca, e non solo. L’autrice dal cognome impronunciabile crea un intricato tappeto di storie (quando leggerete il libro capirete la metafora). Legami indissolubili e odi famigliari, esilii e ritorni danno senso compiuto a ogni singola pagina. E sempre ben delineato è il contesto storico e sociale non solo sovietico, dalla Primavera di Praga ai Beatles, dalla morte di Mao alle prime minigonne.

“Una storia russa” di Ludmila Ulitskaya

In assoluto uno dei miei libri preferiti, l’autrice per me è da ovazione. Il romanzo inizia a Mosca negli anni ‘50 subito dopo la morte di Stalin, insieme a tre ragazzini che porteranno avanti la loro amicizia per decenni. Quando si ha a che fare con la storia sovietica, la sofferenza è di casa. Il regime impone come vivere e cosa pensare, rovinando intere esistenze. E per questo ancora di più i protagonisti toccano il cuore. È commovente il modo in cui lottano per le loro passioni, con fotografie rubate alla storia e la diffusione clandestina dei libri proibiti. Ogni personaggio sceglie la propria strada, di ribellione o sottomissione. Ma rimane sempre quel retrogusto amaro, di come la vita avrebbe potuto essere diversa, e più felice. Insieme a loro viviamo negli appartamenti condivisi, troviamo rifugio nelle malinconiche dace, ammiriamo le infinite distese di betulle. (Aggiornamento 2022: è sparito dal catalogo Bompiani, temo per la guerra in Ucraina)

“Sovietistan” di Erika Fatland

Grazie a questo libro di viaggio dal titolo geniale, possiamo esplorare le cinque ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, nate dal crollo dell’Unione nel 1991. Catapultiamoci quindi in Turkmenistan, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan. A ognuno è dedicato un capitolo in cui scoprire vita-morte-e-miracoli a livello storico, geografico e culturale. La Fatland infatti, attraverso due lunghi viaggi, ci racconta quello che ha visto e scoperto di persona, facendo un lavoro enorme e certosino. Fino al 1924 questa era la grande regione del Turkestan, un mix di popolazioni, lingue e clan senza confini. Col suo righello sovietico, il regime ha creato cinque “Stan” che ancora oggi cercano la propria identità. Ed è un vero e proprio caleidoscopio: leggerete di dittatori tragicomici col culto della personalità, libri spediti nello spazio, guerre agli islamisti, minoranze spostate con la forza, disastri ecologici, città costruite col business del petrolio, villaggi fermi al Medioevo.

“Buonanotte, Signor Lenin” di Tiziano Terzani

Adoro Terzani, ma devo ammettere che questo libro non è la sua opera migliore. Ovviamente è solo il mio parere, ma chi ama Tiziano lo sa, la sua terra è l’Asia dall’India in poi, che ama profondamente. Per questa parte di mondo non prova forti sentimenti, e non fa nulla per nasconderlo. Il pregio sta nel fatto che, con un tempismo perfetto, coglie in pieno l’attimo del crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. Con un grande colpo di fortuna infatti, si trova in Siberia proprio durante il golpe contro Gorbacev. Da lì viaggia fino a Mosca. Ci racconta delle ormai ex repubbliche socialiste allo sfascio, che pregustano la libertà dopo decenni di sovietizzazione. Ma saranno in grado di gestirla? Fra le pagine Terzani prevede già quella che sarà la loro difficilissima ricerca dell’autonomia, e di una propria identità. A livello stilistico, come sempre sguardo acuto e zero peli sulla lingua.

"Buonanotte, Signor Lenin" uno dei libri ambientati in Russia che vi consiglio

“I miei giorni nel Caucaso” di Banine

Con questa autobiografia scopriamo un Azerbaijan che non esiste più. Anche se già a quei tempi c’erano i miliardari del petrolio, e gli operai che vivevano in povertà. Banine racconta con ironia il tracollo economico della sua famiglia di petrolieri dopo la rivoluzione d’ottobre. Una famiglia tragicomica (“il bolscevismo è un problema temporaneo”) che si impiccia di tutto e si dilania in risse per l’eredità. Col crollo dell’impero russo prima arrivano i turchi, poi gli inglesi, poi viene proclamata la Repubblica democratica. Poi è la volta dell’Armata Rossa, che mette tutti a tacere. E siamo in Terra d’Islam, in un momento di passaggio fra la cultura tradizionale e l’emancipazione femminile, fra lezioni di francese e matrimoni tra parenti. Si passa dalla cugina Gulnar (un’adorabile stronza) all’insopportabile nonna. E Banine ci fa scoprire Baku fra le vie aristocratiche e la città vecchia, la campagna azera, le cittadine termali.

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