Viaggi e altri viaggi: a spasso con Tabucchi

Conoscete Antonio Tabucchi? Beh se la risposta è no, in questo articolo ne avrete un piccolo assaggio, se invece lo amate sappiate che in “Viaggi e altri viaggi” ritroverete quella mente eccelsa, quell’ironia e quella sensibilità che lo rendono unico. In questi racconti non solo ci porta a zonzo per il mondo coi suoi occhi di modesto e raffinato intellettuale, ma ci insegna tantissime cose. La bellezza sta proprio nel viaggiare con un mostro sacro come lui, aggiungendo tasselli al puzzle della nostra cultura.

Viaggi e altri viaggi

“A conti fatti, ho viaggiato molto, lo ammetto; ho visitato e ho vissuto in molti altrove. E lo sento come un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga, come se essa non fosse in prestito, come tutto è in prestito nella vita.”

Già questo dice tutto di Tabucchi, viaggiatore rispettoso che chiede quasi il permesso di esplorare il mondo. E lo fa con infinita passione e curiosità, con la voglia di arrivare al cuore delle cose. Per farvi un esempio, va ad Ankara solo per visitare il museo delle Civiltà anatoliche.
Ma non pensate sia un intellettuale spocchioso che illumina la plebe dal piedistallo. Tutt’altro. Mette semplicemente la sua sconfinata cultura al servizio del viaggiatore. Può farci scoprire Buenos Aires nei versi di Borges, così come snocciolare le classiche dritte su alberghi in cui dormire e strade da prendere.

In “Viaggi e altri viaggi” Tabucchi cita tanti libri e autori, preparatevi a cercare ogni due righe qualcosa sul web. In fondo al volume sono elencati tutti i titoli (ci sono anche una cartina e la lista di tutte le città di cui parla).
Io ad esempio ho ordinato “Tra i due palazzi” (a febbraio, ma resto speranzosa) leggendo le pagine dedicate a Il Cairo. Il romanzo è stato scritto dal premio nobel egiziano Nagib Mahfuz, di cui non avevo mai sentito parlare. E Tabucchi va proprio nel caffè dove Mahfuz era di casa, il più antico della città. Sembra di stare lì con lui e gli abitanti del quartiere che giocano a scacchi e fumano la shisha, tra cornici intarsiate alle pareti e “tavolini traballati di vecchiaia”.

Adoro il modo di viaggiare di Tabucchi. Da una parte ama la bellezza delle piccole cose, raccontando semplici gioie come pranzare a Creta con capretto e torta alle erbe selvatiche all’ombra di un platano. Dall’altra è alla continua ricerca della poesia: pare di sentire le note dell’arpa in una minuscola pensione in Cappadocia, “le mani che sembravano danzare nell’aria”.
E amo moltissimo l’ironia di Tabucchi, così come la sua lingua biforcuta. Fantastico il racconto “I Robinson”, dove descrive con cattiveria chirurgica il male quello vero: i turisti del turismo di massa. Li incontra malauguratamente in un villaggio di Cancùn, in Messico.

E in “Viaggi e altri viaggi” non poteva mancare il Portogallo, la vera passione di Tabucchi. Non so se si sia innamorato prima di questo Paese o del poeta Fernando Pessoa, di cui era uno dei massimi esperti. Sta di fatto che ci viveva sei mesi l’anno, in Italia i sei mesi restanti. Ed è nelle sue pagine dedicate a Lisbona che descrive esattamente la saudade, la malinconia che mi ha divorata nel mio viaggio portoghese.
Spero di avervi incuriosito abbastanza, e sono convinta che ogni pagina vi regalerà mille spunti ed emozioni. Perché per me è proprio così che si viaggia.

Viaggi e altri viaggi – Antonio Tabucchi

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Viaggiare leggendo i libri è quanto di più bello ci sia, sono d’accordo! <3
    Sebbene tra i miei libri abbia "Sostiene Pereira", che tra l'altro non ho ancora mai letto, ma ho visto il film, a casa non ho altro di Tabucchi, ma con questo libro mi hai davvero incuriosito… 🙂
    Mi permetto, invece, di consigliarti Mahfuz. Ricordo di aver letto molti anni fa che era stato insignito del Nobel per la letteratura, ma iniziai a leggerlo solo dopo la sua morte (1911-2006). Non so se ho tutto quello che abbia scritto, ma tra i suoi romanzi ce ne sono alcuni (come quello da te citato) che si svolgono nella Cairo moderna, ed altri ambientati nell'antico Egitto. Non ricordo che impressione mi fece "Tra i due palazzi"; quasi quasi approfitterei di questo periodo casalingo per rileggerlo, tanto non mi corre dietro nessuno. 😀 Magari, dai una possibilità a Nagib (c'è anche chi scrive il nome con la "u", Naguib, ma a me piace di più senza)… buon pomeriggio! 🙂

    1. prontechesiviaggia ha detto:

      Ciao Luca! Ma io ho dato fiducia a Mahfuz, ho ordinato online proprio il primo libro della trilogia su Il Cairo perché mi incuriosiva tantissimo, ma sono in attesa da fine febbraio…. con il delirio Coronavirus chissà quando mai mi arriverà, ma ci spero tanto 🙂
      La buona letteratura in questo periodo è la salvezza, insieme a film, jazz e vino rosso 😉

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