Vico del Gargano: cosa vedere nella Puglia che non ti aspetti

Dopo cinque giorni travolgenti passati fra orecchiette e vicoli, vi racconto cosa vedere a Vico del Gargano, borgo montano a un passo dal mare e antiche foreste

Menzionato tra i Borghi più Belli d’Italia, Vico del Gargano è lontano anni luce dai soliti stereotipi sulla Puglia. Niente case bianche a picco sul mare (anche se la costa è a soli 6 chilometri), niente buganvillee fucsia. Troverete invece un borgo di montagna in cui si respira il profumo dei camini accesi e delle castagne sul fuoco, perché in Puglia a 500 metri di quota è già montagna. Ho scoperto questa perla giusto prima del lockdown grazie a un press tour, e ho fatto il pieno di felicità! In questo momento difficile vorrei condividerla con voi: pronte per sognare insieme?

vico del gargano cosa vedere

Tornare in Puglia dopo un anno è stata una manna (ricordate le Gravine?). Ho passato cinque splendidi giorni alla scoperta del territorio con altri giornalisti e blogger, e in bassa stagione è fantastico!
Ma come sempre partiamo dalle basi (ecco la mappa). Il Gargano è un promontorio della Puglia settentrionale in provincia di Foggia, bagnato su tre lati dal mare Adriatico e protetto dall’omonimo parco nazionale.
Siamo sullo sperone d’Italia: di fronte le isole Tremiti, alle spalle il tavoliere delle Puglie e l’Appennino. In mezzo ci sono alcune colline, ed è qui che sorge Vico del Gargano. Un paese con oltre mille anni di vita! La sua storia infatti inizia “ufficialmente” nel 970, quando i mercenari slavi scacciano i Saraceni e occupano le terre liberate. Nasce il primo rione medievale, Civita, a cui seguono Terra che accoglie i contadini e Casale, in cui vanno ad abitare slavi e albanesi.

Vico è uno di quei borghi che incanta. Per una milanese come me, ma non solo, posti come questo iniettano nel sangue una quiete surreale. Una volta varcata l’antica cinta muraria, entrerete in una piccola favola medievale. E come in ogni favola che si rispetti non mancano il castello (normanno-svevo) e le torri costruite nel corso dei secoli. Oggi sono abitati e ospitano anche delle attività, tipico esempio di come la storia sia parte integrante della vita quotidiana.
Quello che adoro di Vico è che è fuori dal turismo di massa. I visitatori vengono qui perché fanno una scelta mirata, non perché “ci vanno tutti” o lo hanno letto da qualche parte. E soprattutto Vico è un borgo vissuto tutti i giorni dell’anno, non si svuota in bassa stagione perché strutture e appartamenti sono sfitti. Questo ai miei occhi lo rende vero, genuino, autentico.

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Andate a Vico e perdetevi fra le sue viuzze. Lo so è una frase super inflazionata, ma è davvero quello che succede e che soprattutto dovete fare. Il più famoso è il Vicolo del bacio, perché ai tempi con i suoi 50 centimetri di larghezza era l’unico modo per le giovani coppie, o aspiranti tali, di sfiorarsi per una frazione di secondo. Un angolino molto romantico del borgo, che del resto ha come patrono San Valentino, protettore non solo degli innamorati ma anche degli agrumi. Per questo durante la festa patronale Vico diventa un tripudio di arance, limoni e frasche di alloro.
Come vedrete i camini sono parte integrante di ogni vicolo, perché quando la televisione non esisteva, durante i mesi freddi ci si raccoglieva intorno al fuoco a chiacchierare. Le dimensioni spesso molto grandi li rendono vere e proprie opere d’arte.

Per visitare il centro storico partite da Porta Rione Casale e arrivate in Largo del Conte, dove vi aspetta una statua di Padre Pio. Da lì incamminatevi lungo Via le Mura, il mio posto del cuore, una stradina lievemente in salita dove si affaccia la maggior parte delle torri. Al numero 24 c’è la torre che preferisco, piena di piante e panni stesi che profumano di ammorbidente. La vecchina che ci vive è la mia principessa.
Bellissime Via Terra e tutte le viuzze di fianco. Percorretela fino ad arrivare a Largo Terra, una piazzetta dove penserete di vivere un film d’essai. E per godervi uno scorcio di infinita umanità vichese, fate un salto a La Vecchia Cantina (Via Ricciotti 5), bar con sedie rosse e vista torre. Chi è appassionata di storia sappia che ci sono 11 chiese (bellissima quella del Purgatorio) e un museo archeologico da visitare.

A rendere Vico del Gargano così speciale è anche la sua posizione strategica. In soli 6 chilometri si raggiunge il litorale. Passando per strade immerse negli uliveti, con pendenze degne di nota, arrivate dritte alla spiaggia di Calenella, un paradiso di pace in cui le poche strutture turistiche per fortuna non hanno intaccato l’aspetto quieto, raccolto e selvaggio.
Una scogliera e una distesa di pini d’Aleppo (detta Pineta Marzini) separano dalla spiaggia di San Menaio. È una località molto frequentata dove l’atmosfera cambia totalmente, perfetta se cercate qualcosa di più vivace. La spiaggia è lunghissima e arriva fino al promontorio di Rodi Garganico. Non vi nascondo che in vista del lockdown milanese che mi attendeva, ho respirato salsedine e felicità a pieni polmoni, e ho versato anche qualche lacrima. Ci sta.

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La spiaggia di San Menaio

Per godervi una vista incredibile sulla piana di Calenella e il mare, andate alla necropoli del Monte Pucci, un lembo di roccia che si getta a picco nel mare. Uniamo sacco e profano insomma. Visitabile gratuitamente, conta un migliaio di loculi e almeno 26 ipogei. Il Gargano infatti è abitato fin dai tempi più remoti della preistoria, con le prime tracce di insediamenti umani che risalgono al Paleolitico. Questa zona è stata al centro di un intenso processo di sviluppo storico e culturale. Del resto siamo in piena Daunia, la cui civiltà è stata caratterizzata da un mondo religioso ricchissimo.
Salite lungo i sentieri e vi troverete immerse nella vegetazione, con la sola strada lungo la costa che vi riporta alla civiltà. Non mi stupisce volessero riposare qui per l’eternità. Un luogo dall’atmosfera unica e un panorama che abbraccia tutto il litorale fino a Rodi.

E se Vico è a un passo dal mare, lo è anche dalla montagna. Vi porto in un posto che mi ha emozionato come pochi: la Foresta Umbra. Coi suoi 10.500 ettari occupa gran parte del Parco Nazionale del Gargano, conta due riserve ed è parte del Patrimonio naturale dell’Umanità Unesco. Perché “Umbra” vi state chiedendo? Il nome probabilmente viene dalla fitta ombra dei suoi enormi faggi. La foresta, che arriva a quota 800 metri, è conosciuta infatti per le sue faggete vetuste, ma ci sono anche tassi millenari. Non mancano abeti e aceri di vario tipo.
Seguite i sentieri tracciati, e immergetevi in questo paradiso incantato e fate una tappa al laghetto della foto! Credetemi, l’apparizione di un elfo non vi stupirebbe. Immaginate il profumo delle piante, il rumore delle foglie che cadono a terra. In autunno il foliage è fiabesco. È un ricordo che porterò come me all’infinito.

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Gite nei dintorni

Peschici
Arroccata su una rupe in una delle baie più belle della Puglia, custodisce nel Recinto Baronale il centro storico e il suo dedalo di viuzze. In alcuni punti pare di stare in Grecia, coi muri bianchi e i serramenti turchesi. Non perdetevi il tramonto, Peschici è famosa per vedere sorgere e tramontare il sole! Se amate i trabucchi, appuntamento fisso Al Trabucco da Mimì.

Vieste
Anche lei adagiata su un promontorio roccioso, offre una di quelle viste che strappa il cuore. Il borgo medievale è a strapiombo sul mare, che sta di fronte a noi a perdita d’occhio. Super pittoreschi il faro di Santa Eufemia e Pizzomunno, monolite di 25 metri simbolo della città, la cui leggenda parla dell’infelice amore per Cristalda (ricordate la canzone di Max Gazzè?).

Lago di Varano
Pensando alla Puglia non mi sarebbe mai venuto in mente un lago, invece eccolo qua. Con un perimetro di 37 chilometri e una superficie di 60,5 chilometri quadrati, è il più grande del Meridione e il lago costiero più grande d’Italia. L’acqua è salmastra. Da vedere i cosiddetti pannoni, grotte di origine preistorica probabilmente nate come tombe e diventate rifugi per pescatori.

Vieste

Una visita ai frantoi

C’è una cosa che Vico ha uguale a tutto il resto della Puglia: la bontà dell’olio. Anzi, lo sapete che l’olio del Gargano è uno dei più pregiati d’Italia? Ecco alcuni frantoi che ho visitato a Vico e dintorni, perfetti se volete comprare un olio da leccarsi letteralmente i baffi.

C’è una cosa che Vico ha uguale a tutto il resto della Puglia: la bontà dell’olio. Anzi, lo sapete che l’olio del Gargano è uno dei più pregiati d’Italia? Ecco alcuni frantoi che ho visitato a Vico e dintorni, perfetti se volete comprare un olio da leccarsi letteralmente i baffi.

  • Oleificio Fiorentino (Vico del Gargano)
    Da un secolo si occupa della trasformazione dell’oliva in olio per conto terzi e proprio. Ottimo l’olio aromatizzato (il mo preferito è al rosmarino ma provate arancio, limone e peperoncino). Producono anche marmellate e sottoli.
  • Oleificio Fratelli Vieste (Vieste)
    Un frantoio che produce olio extra vergine di qualità dal 1985 per sé e per altri. Oltre a questo, da anni l’azienda, giunta alla sua seconda generazione, si dedica alla produzione di articoli naturali per la cosmesi sfruttando le eccezionali qualità dell’olio.
  • Biorussi (Carpino)
    Produce olio d’oliva extravergine biologico da oltre cento anni. Ha anche un agriturismo immerso fra gli ulivi con camere per una ventina di ospiti. Bella la foto all’ingresso della nonna 98enne insieme a Maria Giulia, nuova generazione nel business famigliare.

CONSIGLI DI VIAGGIO

COME ARRIVARE
Il modo migliore per visitare la zona è in macchina. Da Foggia a Vico del Gargano ci sono circa 120 chilometri. Per chi si muove in treno, Foggia è sulla linea ad alta velocità (con Frecciargento da Milano ci ho messo 6 ore). L’aeroporto più vicino invece è quello di Bari.

DOVE DORMIRE
Ho soggiornato nella casa vacanze Aria di Vico e sono stata divinamente. Occupa una palazzina nel centro storico di Vico e ha cinque appartamenti di varia grandezza con cucine ben attrezzate. Sono stati recentemente ristrutturati con gusto in un mix fra antico e moderno.

DOVE MANGIARE

Pizzicato Mandorla
Indirizzo: Via del Risorgimento 14, Vico del Gargano
Fare colazione qui è un must. Questo bar è il cuore nevralgico dove tutto succede. La sua pasticceria è nota non solo nel Gargano ma in tutta la Puglia. Una sana dose di zuccheri è la base per iniziare bene la giornata.

Radici
Indirizzo:
Via Michele Cilenti 6, Vico del Gargano
Ristorante ed enoteca garganica nel centro di Vico, regala chicche di cucina tradizionale e ingredienti a chilometro zero. Martina e Leonardo ci mettono il cuore, e la bontà dei piatti lo conferma. Ho mangiato le loro prelibatezze d’asporto praticamente tutte le sere (orecchiette con vongole, porcini e tartufo da ovazione). Non a caso è incluso nella guida Gambero Rosso.

Officina Balneare
Indirizzo:
Via Lungomare 15, San Menaio
Se cercate un posto alla mano dove mangiare sul lungomare, vi consiglio questo ristorante e cocktail bar. Ho mangiato ottimi spaghetti allo scoglio, e vi consiglio di gustarli con un buon Chlòé Bombino Bianco locale.

Enoteca Uvarara
Indirizzo:
Via Mastrolillo 15, Foggia
Ecco, prima di tornare a Milano il loro aperitivo mi ha fatto vedere la Madonna, stringerle la mano e dire “Ti prego non farmi partire”. La foto qui sotto dice tutto. Pasteggiate col Gin Tonic prodotto da loro (va giù liscissimo).

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