Una medina Patrimonio Unesco, meno turisti e più genuinità marocchina: vi spiego cosa vedere a Meknes e perché merita più di un giorno di visita
Meknes è stata la seconda tappa del mio viaggio marocchino durato due settimane. Dalla mia amatissima Rabat ho preso un treno che, in un paio d’ore, dalla costa atlantica mi ha portato nell’entroterra, dove si trova questo gioiellino imperiale. Meknes infatti insieme a Marrakech, Fes e Rabat è una delle quattro città imperiali del Marocco, scelte nei secoli dalle dinastie regnanti come capitali. Messa in ombra dalle sue “sorelle” super gettonate, Meknes mi ha dato invece grandi soddisfazioni: non è invasa dai turisti, offre uno spaccato autentico di vita marocchina, e la sua medina, il centro storico, è talmente preziosa da essere Patrimonio Unesco. Pronte per scoprire questa meta fuori dai soliti percorsi mainstream?

Partiamo dalle basi
Meknes si trova nel Nord del Marocco, a circa 140 chilometri da Rabat e 60 da Fes. Il suo nome viene da una tribù berbera chiamata “Miknasa” che decise di stabilirsi lì nel V secolo. “Fondata nell’XI secolo dagli Almoravidi come insediamento militare, Meknes è diventata capitale sotto il sultano Moulay Ismail (1672-1727), fondatore della dinastia alawita. Il sultano la trasformò in un’imponente città in stile ispano-moresco, circondata da alte mura con grandi porte (“bab”), dove l’armoniosa fusione tra lo stile islamico ed europeo del Maghreb del XVII secolo è ancora oggi evidente.” Sono queste le parole con cui l’Unesco descrive Meknes. Come non volerla visitare? Intanto vi agevolo la mappa.

Bab Mansour
Una volta scelta Meknes come capitale, Moulay Ismail si impegna per offuscare in bellezza le altre città “rivali”. Ed è così che le fa vivere il suo periodo d’oro. L’esempio perfetto è Bab Mansour: simbolo della città, non solo è un capolavoro architettonico monumentale ma è anche probabilmente la porta più bella del Marocco. Recentemente ristrutturata, è al massimo del suo splendore con le sue imponenti colonne di marmo, il portale di 16 metri e i “zellij”, piastrelle tagliate e assemblate che riproducono disegni geometrici.
La sua costruzione inizia fra il 1672 e il 1675, e viene portata a termine dal figlio del sultano nel 1732, dopo la sua morte. Più che un ruolo difensivo, in origine rappresentava l’ingresso cerimoniale della Kasbah, la città reale. Oggi è la porta della medina e ne è il cuore pulsante, punto di incontro per cittadini e non solo.

La città imperiale
La città imperiale è separata dalla medina da chilometri di mura fortificate e bastioni. Vi anticipo una cosa: molte attrazioni di Meknes non sono visitabili perché in fase di ristrutturazione. Nella città imperiale ho visitato solo il Mausoleo di Moulay Ismail, dove riposano le spoglie del sultano. Ci sono cortili con fontane in marmo, i tradizionali “zellij”, elaborati stucchi, porte in legno di cedro finemente intagliato.
Le mura oggi custodiscono un campo da golf (una stranezza a cui non ho trovato risposta) e il Palazzo Reale. Con una scarpinata di oltre 2 chilometri, proseguite dal mausoleo (non fate l’altra strada alternativa perché è parecchio solitaria) per arrivare al complesso dei granai e delle scuderie reali, considerati dal sultano uno dei suoi migliori progetti architettonici. Di fronte c’è il Bacino di Agdal, una sorta di laghetto costruito nel 1700 per irrigare i giardini e come luogo di svago.

Place Lahdim
Torniamo alla nostra Bab Monsour, la porta della medina che dà su un altro punto nevralgico di Meknes, Place Lahdim. È la piazza pubblica più famosa della città, e a stupire sono le sue dimensioni che non ti aspetti: 200×90 metri. Costruita dal sultano Moulay Ismail fra il 1672 e il 1674, divideva l’antica medina dalla nuova città imperiale.
La piazza ricorda in “piccolissimo” la Jemaa el Fna di Marrakech, non per la grandiosità e l’atmosfera che sono uniche al mondo, ma perché funge da cuore della vita sociale. Dallo splendore della storia antica infatti si passa alla vivacità della vita contemporanea, con caffetterie e ristoranti. Ho visto la piazza solo in versione diurna, la sera preferivo stare dalle parti del mio alloggio, ma mi hanno detto che dopo il tramonto arrivano artisti di strada, ammaestratori di scimmie e cantastorie.

Il mercato e i souk
In Place Lahdim si affaccia una delle perle di Meknes, il mercato coperto. Non è particolarmente grande, ma troverete tutto quello che vi aspettate dai sapori marocchini: spezie di mille colori, dolci dolcissimi, cosce bovine appese, quintali di frutta secca. Ma soprattutto, Meknes è famosa per la bontà delle sue olive, ne vedrete di tutte le gradazioni. La parte della macelleria non è per tutti, io ci ho provato ma sono fuggita.
Di fianco al mercato coperto iniziano i souk, le strade e i vicoli pedonali con bancarelle di ogni tipo e infinite botteghe che vendono di tutto. Per me è stata un’esperienza bellissima! La mattina i turisti si contavano su una mano (me compresa), si respirava una quotidianità senza fronzoli. Proseguendo lungo la strada principale poi sono arrivata al ruspantissimo mercato delle pulci, con bancarelle e teli stesi sotto gli ombrelloni. Una chicca imperdibile.

La medina
Quella che vi ho descritto è la parte più vivace della medina, ma a farmi andare in brodo di giuggiole è la medina dei vicoli lontani dalla frenesia del XXI secolo. Fuori, il traffico e il delirio, dentro, la pace. Qui si fa un tuffo nel passato. Il riad in cui soggiornavo era proprio in quei labirinto di stradine silenziose, in cui la quotidianità si snocciola con una lentezza meravigliosa fra microscopiche botteghe artigiane, negozietti di frutta e verdura, bambini che vanno e tornano da scuola. E gli immancabili gatti ovviamente. Quella di Meknes è stata la medina meno turistica che ho visitato in Marocco. Per darvi un’idea, gli orari di apertura delle attività non sono (come nelle altre città) su misura per i turisti dalle 10 alle 23, ma su misura per il caldo marocchino, con una pausa dalle 13 alle 18. In quelle ore il mondo si ferma.

Va bene che parliamo di una medina tranquilla, ma siamo pur sempre in Marocco, quindi siate pronte all’intraprendenza dei venditori che cercano di vendervi di tutto. E valgono le regole di sempre: tornate indietro quando i vicoli si fanno troppo labirintici o solitari, e non girate da sole (ma anche in compagnia) dopo la chiusura dei negozi.
Detto questo, esplorate la medina in tranquillità, ammirate il minareto della Grande Moschea che svetta nel suo verde smeraldo. C’è anche un lungo e stretto souk in cui si vende la qualunque. Spesso e volentieri mi sono accorta di sguardi curiosi da parte della gente del posto, una donna straniera in giro da sola non è la norma, ma non ho mai avuto problemi, anzi, mi sono sempre sentita accolta.

Il mio primo riad
La prima volta non si scorda mai giusto? Nei miei viaggi marocchini (anche a Marrakech due anni fa) sono sempre stata in ostello. Ma le opzioni a Meknes erano davvero poche, così ho prenotato una stanza singola in un riad. Il riad è da secoli la tradizionale abitazione urbana del Marocco, per questo normalmente si trova nella medina. Molti riad vengono abbandonati per la comodità degli appartamenti moderni, ma altrettanti vengono ristrutturati e adibiti a strutture ricettive.
Di prassi il riad è su più piani con le stanze che si sviluppano intorno a uno o più cortili/giardini secondo il tipico modello arabo-andaluso, che ha origine nella villa romana e nel giardino persiano. A vederlo dalla strada non si direbbe mai la meraviglia che custodisce, perché ha mura spoglie e disadorne, quasi sempre senza finestre per proteggere al massimo la privacy della famiglia.

Il terrazzo sul tetto era molto grande, con una vista sulla città che abbracciava i vicoli della medina e le strade della Meknes moderna. La mia camera poi dava su un altro terrazzo, più piccolo e intimo, che mi sono goduta tantissimo leggendo il libro con la brezza della sera e il “muezzin” che chiamava i fedeli alla preghiera.
Stare in quel riad è stata un’esperienza meravigliosa che mi ha fatto il viaggio! A parte essere bello, ben tenuto e arredato in modo tradizionale, era di proprietà di una famiglia che ci viveva: Abdel, moglie e tre figli. C’erano pochi ospiti, per due giorni sono stata addirittura l’unica cliente, e dopo cena stavo in sala con loro a sorseggiare l’immancabile tè alla menta, mentre si rilassavano dopo una giornata di lavoro. Delle “serate in famiglia” tatuate nel mio cuore.

CONSIGLI DI VIAGGIO
Meknes è quasi sempre visitata toccata e fuga con viaggi organizzati da Fes o Rabat. Ecco voi non fatelo, piuttosto di visitarla così di fretta, saltatela, sarebbe solo una sfacchinata e non cogliereste nulla della sua atmosfera. Dedicatele due giorni.
Come arrivare
Aereo: arrivavo in treno da Rabat dove ho volato direttamente da Milano, ma l’aeroporto più vicino è quello di Fes.
Treno: la stazione principale è quella di Al Amir a una mezz’ora a piedi dalla medina. Potete prenotare i biglietti online sul sito del gestore nazionale delle ferrovie ONCF. Ho viaggiato in seconda classe in un classico treno a scompartimenti, esperienza ottima: puntale, pulito, economico (77 dirham, circa 7 euro al cambio attuale, per due ore e passa di viaggio).
Dove dormire
Riad Idrissi
Indirizzo: N20 Derb Sti Hennou, Meknes
Vi ho già tessuto le lodi di questo riad! La posizione è ottima, nella medina ma facile da raggiungere. Il prezzo è altrettanto ottimo: camera singola con bagno e aria condizionata 250 dirham a notte (24 euro). Vi consiglio la mia camera, ha due letti singoli invece di uno matrimoniale, ma è la più bella a detta di Abdel e dà sul terrazzo.
Dove mangiare
Di tutte le città in Marocco in cui sono stata, Meknes per mangiare è la più cara. Parliamo sempre di cifre economiche, ma si spende più o meno il doppio. La mattina la colazione nel riad mi riempiva parecchio, il pomeriggio prendevo il mio adorato “msemmen” (la tipica crepe sfogliata marocchina) dai venditori ambulanti, e la sera andavo nel ristorante che vi consiglio qui sotto.
Restaurant Dar Baraka
Indirizzo: N5 Derb My Abdallah Ben, Meknes
L’ho scovato in cerca di piatti vegetariani per cenare vicino al mio riad. È un ristorantino davvero particolare, un minuscolo riad dove gustare cibo tradizionale. Abbiate pazienza se il proprietario ci mette un’eternità ad aprire la porta, e fateci due chiacchiere è molto simpatico!
Info
Délégation Régionale de Tourisme
Indirizzo: Place Administrative, Meknes
È l’ufficio turistico nella città moderna, sono molto gentili e mi hanno dato parecchie mappe.

Ciao sono Claudia, giornalista milanese non imbruttita, vivo di viaggi in solitaria, scatto foto compulsivamente e divoro libri