Perché visitare Bruxelles? Perché saprà sorprendervi

Mi è bastato uscire dai soliti circuiti turistici per scoprire tutta la sua bellezza: vi spiego perché visitare Bruxelles mi ha così esaltata

Sapevo Bruxelles mi sarebbe piaciuta, ma addirittura ha superato le aspettative! Me la descrivevano con un “sì dai, carina”, ma basta andare oltre le classiche attrazioni per scoprire tutta la sua bellezza. Non che il centro storico sia male, ANZI, ma oltre alla Grand-Place c’è molto ma molto altro! Mi sono goduta l’atmosfera local genuina e insieme cosmopolita, ma soprattutto Bruxelles mi ha conquistata con la sua architettura meravigliosa e parchi ovunque. Pronte per scoprire la capitale del Belgio?

Perché visitare Bruxelles? Per visitare il comune di Ixelles con scorci bellissimi come le vie che danno sulla chiesa di san bonifacio
La Eglise St-Boniface a Ixelles

Anche questa volta ho viaggiato tramite TrustedHousesitters, la piattaforma che ti permette di fare la pet sitter in giro per il mondo (in questo articolo vi spiego come funziona). Ho passato a Bruxelles otto giorni lo scorso maggio in un bell’appartamento a prendermi cura di due micetti: la mattina stavo con loro, e nel tempo libero andavo in giro come una pazza alla scoperta della città.
Consiglio spassionato: ci sono città che anche col brutto tempo rendono bene, per me invece Bruxelles quando piove perde tantissimo, perde i suoi colori bellissimi e la sua vivacità. Andate se potete da maggio a settembre, quando ci sono più giornate di sole, ed è tutta un’altra vita. Intanto vi agevolo la mappa.

La sala della casa in cui stavo con i due gatti vicino alla finestra e la lue del mattino che entra dalle finestre
Foto pubblicata col permesso dei proprietari

Un po’ di contesto

Città dell’Europa centrale (anche se a me sa tanto di Nord) in cui si parla olandese e francese, capitale de facto dell’Unione Europea, oggi Bruxelles è una città cosmopolita con oltre un milione di abitanti. Ha avuto origine dal suo mercato, grazie alla posizione strategica lungo l’arteria commerciale fra Bruges e Colonia nel 1100.
La città sorge dove le colline brabantine scendono verso la pianura percorsa dalla Senne, affluente navigabile della Rupel. Quindi preparatevi a fare un bel su e giù per le sue strade.
Ma prima di tutto, sapete che quella che intendiamo come Bruxelles è in realtà la regione di Bruxelles-Capitale? E che quelli che intendiamo come quartieri o sobborghi, sono i suoi 19 comuni? Io l’ho scoperto lì. Le altre due regioni federate del Belgio sono Fiandra e Vallonia.

Perché visitare Bruxelles: il monte delle arti con i suoi alberi e i fiori colorati
Il Mont des Arts

Il centro storico

La città antica è chiamata Pentagono, per la forma che le hanno dato le antiche mura medievali. È qui che si concentra la massa di turisti, anche per questo vi consiglio di dedicargli solo mezza giornata (musei esclusi).
Il cuore pulsante è la Grand-Place, Patrimonio Unesco, stupenda! Già luogo di mercato, nei secoli si è impreziosita con edifici maestosi, in primis il Municipio gotico costruito nel 1400, simbolo della città intera, e le case delle corporazioni di mestiere (bellissima quella dei battellieri, col frontone a forma di poppa di nave). La piazza che vediamo oggi però è un mix di stili perché nel 1695 la città fu bombardata dai francesi.
A un passo c’è la Borsa, di ispirazione classica, che con la sua piazza è un punto di incontri nevralgico. E poi ancora le gallerie reali du Roi e de la Reine, due passaggi commerciali coperti.

Perché visitare Bruxelles: per la sua Grand-Place con il municipio gotico e tutti gli antichi palazzi intorno
La Grand-Place

Altro simbolo di Bruxelles è il Manneken Pis: è una fontana del 1600 con la statua di un bambino nudo che fa pipì (è una copia, l’originale è custodito in un museo). Gli hanno regalato talmente tanti vestiti nei secoli, inclusi i capi di Stato, che è stato dedicato un museo al suo guardaroba. Rendete omaggio anche al contrappunto femminile degli anni ’80, Jeanneke Pis: questa volta a fare pipì è una bambina.
Pittoresco è il Quai aux Briques, una zona pedonale molto vivace che dà sulla chiesa di Santa Caterina. Ci sono due piccoli specchi d’acqua che rimandano a un tempo lontano, in cui nella zona c’era il porto di Bruxelles e si teneva il mercato del pesce.
Altre chicche che ho amato sono Place du Grand Sablon, la Cathédrale Saints-Michele-ed-Gudule e il Parc de Bruxelles su cui si affaccia il Palazzo reale.

Ragazzi seduti intorno al Quai aux Briques, un piccolo bacino su cui si affacciano anche diversi locali
Il Quai aux Briques

Mont des Arts

Sempre nel Pentagono c’è il Mont des Arts, la zona dei musei. È una collina che collega la parte alta della città a quella bassa. Dai suoi gradini si gode una bella vista sul centro. Se non avete molto tempo per i musei, vi consiglio gli “old masters” ai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio. Ci sono opere dal 1400 al 1600 inclusi i grandi pittori fiamminghi come Bruegel padre e figli, van Dyck, Rubens e Bosch. Se amate come me i ritratti, siete a cavallo.
Sempre nei Musei Reali c’è il museo dedicato a Magritte: offre una raccolta molto ampia che abbraccia tutta l’evoluzione del pittore, ma delle opere iconiche ce ne erano poche secondo me.
Altre chicche culturali al Mont des Arts sono il Museo BELvue sulla storia del Belgio, la Biblioteca Reale, il Museo degli strumenti musicali, il Bozar dedicato alle belle arti.

Perché visitare Bruxelles: per il Museo delle Bella arti, con il suo ingresso bellissimo
I Musei Reali

Quartiere europeo

A est del pentagono c’è il Quartiere europeo, che si snoda fra più comuni. Qui si trovano diverse istituzioni in cui lavorano 100.000 persone provenienti da decine di Paesi. Sul Parc Leopold si affacciano il Parlamento Europeo e alcuni musei. A poca distanza c’è quella che per me è un altro tipo di istituzione, Maison Antoine, che frigge patate dal 1948. È in Place Jourdan, una piazza molto vivace con molti locali.
Poco lontano c’è il Parc du Cinquantenaire, ve l’ho detto che Bruxelles è piena di verde no? È stato creato nel 1880 per il cinquantesimo anniversario dell’indipendenza del Belgio. A dargli un tocco di maestosità ci sono due edifici collegati da un’arcata monumentale. Ospitano il Museo Reale dell’esercito e il Museo di Arte e Storia. A fianco del parco c’è una bellissima chicca Art Nouveau, ma ve ne parlo nel paragrafo qui sotto.

Perché visitare Bruxelles: il parco del cinquantenario con il suo arco monumentale, in una giornata di sole con la gente sui prati
Il Parc du Cinquantenaire

Art Nouveau

Sapete che Bruxelles è la capitale dell’Art Nouveau? È il movimento artistico nato a cavallo fra 1800 e 1900, caratterizzato da rivoluzionarie linee curve, motivi vegetali, l’uso di ferro e acciaio. Bruxelles conta oltre mille edifici in stile Art Nouveau! A fianco del Parc du Cinquantenaire segnatevi Maison Cauchie. A nord ci sono Maison St-Cyr in Square Ambiorix, e l’Hotel Van Eetvelde in Avenue Palmerston. Fra l’altro è una zona verdissima, con giardini su cui si affacciano palazzi stupendi (segnatevi anche Square Marie Louise).
Io ho visitato due case museo in un comune di cui vi parlerò fra poco, Saint-Gilles. Musée Horta è la casa-studio progettata e abitata da Victor Horta, precursore dell’Art Nouveau. Non so dirvi se sia ancora più bella Maison Hannon, un’altra casa-museo stupenda. Segnatevi anche l’Hotel Solvay e il Museo degli strumenti musicali, ma vi basterà guardarvi intorno per scoprire altri edifici.

Perché visitare Bruxelles: la scalnata art nouveau bellissima di Maison hannon
Maison Hannon

Saint-Gilles

Ho amato Saint-Gilles! Iniziate dalla parte più vicina al centro, e fate un salto a Le Verschueren, una Brasserie Art Déco datata 1880 perfetta per godervi lo struscio.
Un pezzo di cuore l’ho lasciato al Parc Paulus, dove c’è un bocciodromo old style con tavolini all’aperto e la “musica” di una fontana in sottofondo. Poco distante c’è la verdissima Place Morichar, con sdraio in legno ideali per riposare le membra.
Molto amata è Place du Chatelain, con bei locali tutto intorno, le fontanelle e una zona di panche in legno per fare un po’ di sano “people watching”. Da quello che ho capito il mercoledì dalle 12 si tiene il mercato. La piazza in realtà fa parte del comune di Ixelles, di cui vi parlo qui sotto e che a Saint-Gilles ha una sorta di enclave, ma in termini di itinerari, le municipalità non contano.

Place Morichar con i bambini che giocano nei prati fra gli alberi
Place Morichar

Ixelles

Non so dirvi se ho amato più Saint-Gilles o Ixelles! Vicino al centro è più commerciale e con una bella zona africana, poi da la Eglise St-Boniface diventa più tranquillo, con bei palazzi e bei locali. Girate senza bussola!
Il centro nevralgico di Ixelles è Place Flagey, su cui si affaccia un palazzone modernista con il Café Belga, una chicca imperdibile. A poca distanza c’è il primo di due due lunghi stagni, contornati da palazzi bellissimi. Fatevi una bella passeggiata, e godetevi la ricchezza quella vera. Da lì arrivate all’Abbaye de la Cambre, un antico complesso che oltre all’abbazia include la scuola di arti visive e i giardini in cui si rasenta la pace dei sensi.
Poi più avanti inizia il Bois de la Cambre, un polmone verde immenso: non mi sono addentrata più di tanto ma pareva una vera e propria foresta!

Perché visitare Bruxelles: uno degli stagni di Ixelles su cui si affaccia una chiesa
Uno degli stagni di Ixelles

La vera bellezza

Vi arriva quanto Bruxelles mi abbia incantata? Do sempre fiducia alle mete trattate con sufficienza: per trovare la bellezza, bisogna avere occhi curiosi che sappiano guardare. Mi raccomando, camminate sempre col naso all’insù così vi godrete l’architettura meravigliosa: ogni tanto mi sentivo ad Amsterdam, Parigi, Londra, New York.
Bruxelles mi è piaciuta perché fuori dalla zona turistica, non sei in mezzo a mille persone ma giri in tutta tranquillità. E da donna che viaggia da sola è una figata! Casa mia era nel comune di Woluwe St-Lambert, nella parte Est. Qui ci vieni solo se ci abiti o ci lavori, fate un giro se avete tempo. A Bruxelles senti ovunque parlare tante lingue perché le istituzioni attirano migliaia di stranieri, la cosa bella però è che non sei in una delle classiche bolla turistiche, ma immersa in una normalissima vita quotidiana. Che ormai è il lusso quello vero.

PS: se volete sentire i miei racconti invasati direttamente dal mio vocino, mi trovate sul podcast.

Scorcio per le strade di Saint Gilles
Per le strade di Ixelles

CONSIGLI DI VIAGGIO

Come arrivare

Ho volato diretta da Milano sull’aeroporto di Charleroi, quello della plebe perché è il più lontano (45 chilometri). Il modo migliore per arrivare in città è prendere un bus Flibco (conviene comprare il biglietto online, l’orario non è vincolante) che porta a Gare du Midi, collegata con la metro .
L’aeroporto per ricchi è Bruxelles-National a Zaventem (11 chilometri) collegato da treni alle principali stazioni ferroviarie e alla fermata della metro Schuman (Quartiere europeo).

Come muoversi

La metro funziona bene, anche se la zona sud è meno servita. L’ho sempre presa per raggiungere le zone centrali e tornare a casa, ma nel mezzo ho macinato migliaia di chilometri, Bruxelles si gira bene a piedi. C’è anche una fitta rete di bus e tram. Se pagate i biglietti sui mezzi o ai tornelli con la carta di credito costano 2,40 euro invece di 2,90 euro, e durano 60 minuti (convalidate sempre quando salite e scendete). Se pensate di utilizzarli spesso ci sono diverse opzioni, controllate su sito della società di trasporti STIB.
Attenzione: mi sono sempre sentita tranquilla ma ci sono zone che non sono il massimo come Gare du Midi, Gare du Nord e quartiere a luci rosse, Gare Central la sera, Porte de Hal (nella metro e dintorni lo scippo non è raro).

Il bocciodrono nel parco di paulus in mezzo al verde
Il bocciodromo di Charles Picqué

Dove mangiare/bere

Col fatto che stavo in appartamento, ho mangiato fuori solo le patate fritte che sono la specialità per eccellenza di Bruxelles, e la mia grande passione. Però sono andata molto in giro per locali. Le birre non sono pervenute, sorry, ne ho provata solo una che mi ha mozzato le gambe.

Maison Antoine
Indirizzo:
Place Jourdan 1, Bruxelles
Come ho scritto prima, è un’istituzione in città e dovete provare le sue patate fritte, consiglio con la salsa “Tartare Maison”. Iniziate con la porzione piccola che, spoiler, piccola non è. Non ha tavoli, ma se ordinate da bere in uno dei locali di fronte, potete mangiarle lì.

Hales Saint-Géry
Indirizzo:
Place Saint-Géry 1, Bruxelles
Mercato coperto di fianco alla Grand-Place, purtroppo quando sono andata io lo stavano rinnovando, riapre a metà giugno, fateci un salto.

Boom
Indirizzo:
Rue Pletinckx 7, Bruxelles
Mi sono innamorata in questo minuscolo café vicino al mercato coperto, una via di mezzo fra un salotto anarchico-femminista e una libreria. Musica fantastica.

Grand Hospice
Indirizzo:
Rue du Grand Hospice 7, Bruxelles
Di fianco al Quai aux Briques, è un complesso neoclassico del 1800 in cui c’era l’infermeria del grande beghinaggio di Bruxelles. Oggi con il suo giardino è un punto di ritrovo per bersi un drink e partecipare ad attività sociali e culturali.

Le Verschueren
Indirizzo:
Parv. de Saint-Gilles 11, Bruxelles
Appena arrivata a Saint-Gilles mi ero ripromessa di tornare in questa brasserie storica per sedermi fuori a bere qualcosa, ma poi mi sono fatta ammaliare dal sole e dai parchi.

Boulodrome Charles Picqué
Indirizzo:
Rue de l’Hôtel des Monnaies 108, Bruxelles
È il bocciodromo che ho scoperto al Parc Paulus: scendete i gradini per raggiungerlo ed entrerete in un mondo anni ’70 fatto di pace, acqua gorgogliante e bimbi che giocano.

Piola Piccola
Indirizzo:
Rue du Fort 15, Bruxelles
Minuscola libreria-caffetteria specializzata in libri in italiano di seconda mano. Perfetta per bersi un tè/caffè e leggersi un buon libro ovviamente.

Olegario
Indirizzo:
Rue Guillaume Tell 2, Bruxelles
Mi sono innamorata di questo tipico bar di quartiere all’incrocio fra quattro vie. La fauna andava dalla signora in ciabatte che sembrava uscita da un film muto anni ’30 , alle giovani coppie con figli. È bello stare sedute fuori, dentro perde il fascino.

Café Belga
Indirizzo:
Place Eugène Flagey 18, Bruxelles
Café storico di Ixelles e non solo, sono entrata un pomeriggio per vedere come era e sicuramente merita, soprattutto all’interno, ma ero appena uscita dal posticino qui sotto.

Le Pitch Pin
Indirizzo:
Pl. Eugène Flagey 17, Bruxelles
Anche questo bar è nella iconica Place Flagey, ma è decisamente più piccolo, più rilassante (nessuno lavorava al pc) e più di quartiere. È qui che ho bevuto la mia unica birra mozza-gambe, penso con una gradazione del 105%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.