10 romanzi da leggere per viaggiare fra le pagine

Non possiamo viaggiare fisicamente? Allora lo facciamo nelle pagine dei libri! Ho scelto per voi 10 romanzi da leggere per scoprire fra le righe nuovi Paesi

Un libro può avere un enorme potere di evasione, soprattutto ora che non possiamo viaggiare: ha la capacità di farci camminare per le vie di città straniere, assaggiare piatti tipici di un’altra nazione, scoprire culture e tradizioni diverse dalle nostre. Per questo vi consiglio 10 romanzi che ho letto e che ho particolarmente amato. Del resto se mi seguite sapete quanto ami i libri, ho addirittura una sezione apposta da cui potete trarre spunto! Trame interessanti, personaggi ben delineati e nuovi mondi da esplorare. Pronte per catapultarvi nella Normandia di Monet, nell’estate texana e nella Cina di Mao?

romanzi da leggere

TURCHIA – “La città ai confini del cielo” di Elif Shafak

Andiamo subito lontano e lasciamo la fantasia libera di vagare per le strade di una splendida Istanbul del 1500. La trama si svolge fra sultani ed elefanti bianchi, intrighi e tradimenti a palazzo reale. Il piccolo protagonista diventa grande e da mahout trova la sua strada a fianco del Capo architetto. E proprio grazie a loro nel corso degli anni vediamo costruire splendide moschee e ponti, nella Turchia ai tempi dell’impero ottomano, così esotica e ormai perduta.

PORTOGALLO – “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi

L’ho divorato appena tornata da Porto lo scorso febbraio, perché è qui che è ambientato. Se poi è scritto da Tabucchi, potete immaginare il mio orgasmo letterario. Parliamo di un feroce fatto di cronaca raccontato da un giovane giornalista che, alla ricerca della verità, scopre una città dall’animo gentile (magari lo fosse anche la sua polizia). Troverete la turistica Ribeira con le sua abitazioni anguste, l’immancabile baccalà nel piatto, le placide rive del fiume Douro.

REPUBBLICA CECA – “L’eredità delle dee” di Katerina Tuckova

Questo romanzo fa scoprire la caratteristica credenza dell’Est (per fare proprio di un’erba un enorme fascio) per le erbe e il potere curativo della natura. Le dee sono le guaritrici che da secoli si tramandano di madre in figlia il loro sapere in un paesino abbarbicato sui Carpazi Bianchi. E Dora, pur non avendo sviluppato questa “arte”, deve fare i conti col suo tragico passato fatto di antiche maledizioni. Sullo sfondo, la magia bianca e quella nera, il nazismo prima e la polizia segreta poi.

SPAGNA – “La tavola fiamminga” di Arturo Pérez-Reverte

La protagonista è una restauratrice che in un quadro su cui lavora scopre un enigma a cui vuole dare soluzione. Un thriller ambientato in una Madrid in cui si mischia l’intricato mondo delle gallerie d’arte, la storia che si snoda lungo diversi secoli, e il gioco degli scacchi. Quest’ultimo occupa grande spazio, e devo dire che a me il romanzo è piaciuto pur avendo giocato giusto un paio di partite in vita mia. Per chi volesse leggerlo in in spagnolo va via liscissimo.

INDIA – “La città della gioia” di Dominique LaPierre

Ho adorato questo romanzo, scritto dall’autore sulla sua esperienza diretta. Un giovane medico americano va a Calcutta dove si scontra con la miseria di uno slum, e vuole aiutare i suoi abitanti. E come sempre nella vita, non è tutto nero o tutto bianco. Nella povertà più totale, in un’India infernale, c’è un’umanità, un’empatia e un amore per gli altri e per la vita da cui si può solo imparare. Lo slum esiste davvero, dà il titolo al libro e a un’associazione no profit.

FRANCIA – “Ninfee nere” di Michel Bussi

Un noir che si legge che è un piacere! Sembra di passeggiare per le vie di Giverny, pacifico villaggio in Normandia in cui visse Monet. E la presenza del pittore è ovunque già dal titolo del libro, che è anche il titolo di un suo presunto quadro di cui si sono perse le tracce. Le protagoniste sono tre figure femminili. A un certo punto però tutto si confonde e si intreccia in una serie di omicidi, a cui l’ispettore Sernac deve dare una soluzione. Dico solo una cosa: il finale.

CINA – “Cigni selvatici” di Jung Chang

Ecco questo non è un libro leggero, e lo stile è molto asciutto, ma se vi interessa la storia della Cina del Novecento è una manna. La prima parte è un po’ lenta, ma la seconda con la Rivoluzione Culturale decolla. L’autrice racconta le storia della sua famiglia in tre generazioni di donne: sua nonna, sua mamma e sé stessa. Un’autobiografia, uno spaccato crudo di un secolo tra occupazione giapponese e russa, campi di rieducazione all’ombra dell’opprimente figura di Mao.

USA – “La sottile linea scura” di Joe R. Lansdale

Possiamo quasi respirare l’afa di questa estate texana, fra la polvere di una piccola città nel profondo Sud degli Stati Uniti. Siamo negli anni Cinquanta e non manca nulla, dal drive-in al più bieco razzismo. Un romanzo di formazione raccontato con gli occhi di un ragazzino che si avvicina all’età adulta. Scopre che oltre all’apparente perbenismo della sua comunità c’è molto di più, come un morto che ha bisogno di giustizia. Chi ha letto “Il buio oltre la siepe” lo amerà sicuramente.

AFGHANISTAN – “Cenerentola a Kabul” di Rukhsana Khan

Onestamente non c’è un libro che abbia letto sull’Afghanistan che sia stato una passeggiata. Soprattutto per il fatto di essere donna. Il periodo è quello successivo alla caduta dei talebani. È la storia di una bambina rimasta senza mamma e abbandonata dal padre in un mercato di Kabul. Manco fosse un cane. Lo so, penserete “la solita storia strappalacrime”, ma la protagonista crescendo si ribella a un futuro che appare già segnato, con incredibile calma e perseveranza.

SVEZIA – “Il ritorno del maestro di danza” di Henning Mankell

“Fuori il buio era fitto. Il cupo inverno della Svezia del nord era in arrivo.” È questa l’atmosfera che fa da cornice a un giallo incalzante, tra immense foreste e il freddo che entra nelle ossa. Un efferato omicidio porta il protagonista a riavvicinarsi alla sua stessa vita in un periodo molto difficile. Non solo torna a galla il passato nazista della vittima ma anche quello di un Paese che, a distanza di decenni, ha ancora un forte legame con quella folle ideologia.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Uno dei miei libri preferiti (incredibile, ma era per un esame dell’università! ahahah) è Il Paradiso è altrove di Vargas Llosa, ambientato tra Francia e Tahiti. Il protagonista è Paul Gauguin che alterna i suoi capitoli con quelli di Flora Tristan, femminista nonché nonna di Gauguin. Stupendissimo e letto tutto d’un fiato 🙂 Consigliatissimo!

    1. prontechesiviaggia ha detto:

      Uhhhhhh grazie Veronica ogni consiglio è più che accettatissimo, soprattutto se è un autore che non ho ancora letto. Segno nel mio quadernetto della wishlist 😊

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