Un podcast di viaggio dedicato al Nuovo Est

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Cemento è un podcast di viaggio che mi ha fatto scoprire i Paesi dell’ex blocco sovietico, dalla Georgia agli Stan, con molti spunti per le prossime mete

In questa quarantena abbiamo più tempo da dedicare alle nostre passioni. E cosa c’è di meglio di ascoltare in tutto relax racconti di mete da scoprire? È così che ho scovato Cemento, un podcast di viaggio dedicato al Nuovo Est, in particolare ai Paesi dell’ex blocco sovietico. Ve lo consiglio perché è ben fatto, ed è perfetto se cercate destinazioni diverse dal solito. Parliamo infatti di Stati ancora salvi dal turismo di massa, culturalmente diversi dal nostro Occidente ma geograficamente non così lontani. E direi di visitarli al più presto perché stanno emergendo sempre più (vedi la Georgia). Ora infatti rispetto al passato i voli costano meno e i visti si ottengono più facilmente. Pronte per scoprire insieme questo podcast?

Donne che danzano vestiti in abiti tradizionali

Ma prima di tutto, che cos’è un podcast? Lo chiarisco perché ne sentivo parlare da tanto ma non sapevo bene cosa fosse. A grandi linee è un programma audio online dedicato ai più svariati argomenti. È composto da puntate che si possono seguire da diverse piattaforme. In pratica è come fosse una trasmissione radio on demand.
Cemento conta otto puntate registrate da novembre dello scorso anno fino a marzo, e si può ascoltare su Anchor, Spreaker, Spotify e Google Podcasts. La durata di ogni puntata è varia e va da mezz’oretta a oltre un’ora. In questo periodo di lockdown è stato un piacevolissimo momento di relax tutte le sere prima di cena, mentre cucinavo bevendo un bicchiere di vino.

Podcast di viaggio: un uomo in bicicletta davanti a un antico palazzo in Uzbekistan
Uzbekistan (foto su Pixabay)

Gli autori sono due viaggiatori compulsivi, Angelo Zinna ed Eleonora Sacco. Lei è una travel blogger che vi avevo già consigliato in questo articolo, lui uno di quei viaggiatori che si diletta ad esempio nel tentare Nuova Zelanda – Europa senza aerei. Nel podcast si concentrano sui Paesi dell’ex blocco sovietico in cui sono stati. Quindi a grandi linee Russia, Asia Centrale e Caucaso. Non mancano nazioni dai nomi facili-facili come Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan, per non parlare di città impronunciabili come Biskek o Tashkent. E la cosa bella sta proprio qui: Angelo ed Eleonora sanno di cosa parlano, si capisce dalla loro esperienza, dalla passione per questa parte di mondo e dalla ricerca che sta dietro ogni puntata. A questo si aggiungono interviste a docenti universitari, fotografi, traduttori.

Podcast di viaggio: un antico castello con torri e mura meralate in georgia
Georgia (foto da Pixabay)

Perché seguirlo vi state chiedendo? Perché ci racconta mete interessanti di cui i media parlano poco e male. Magari siamo stanche delle destinazioni mainstream e vogliamo qualcosa di nuovo che ci stuzzichi, ci incuriosisca, ci faccia sentire le farfalle nello stomaco.
Sono stata molte volte nell’Est Europa, ma dopo il mio viaggio a Sofia lo scorso ottobre mi si è aperto un mondo. Mi sono chiesta come mai una città così bella, stimolante ed economica avesse (meravigliosamente) pochissimi turisti. E il mio interesse verso l’Est è aumentato a dismisura. E non pensate sia solo un’accozzaglia di grigi casermoni brutalisti, in tutti i mei viaggi ho amato la sua poesia e la sua delicatezza. Certo sono posti in cui non ci si ferma alla superficie. Spero che consigliandovi questo podcast possiate anche voi trarre spunti per un prossimo viaggio.

Podcast di viaggio: un ciclista su una strada in mezzo a una vallata del Kirghizistan
Kirghizistan (foto da Pixabay)

Passiamo ora ai contenuti di Cemento. Tocca vari aspetti, ma senza fare di un’erba un fascio un’area geografica così immensa e dalle infinite minoranze. Ogni Paese ha la propria identità che, terminata l’omologazione sovietica, si è accentuata sempre più. Mettendo insieme i pezzi del puzzle però possiamo farci un’idea abbastanza chiara.
La mia puntata preferita è quella dedicata alle tradizioni. Lo sapete che da qualche anno si tengono le Olimpiadi dei popoli nomadi? Tra le discipline, la gara per la costruzione più veloce della iurta, e il Kok Boru con uomini a cavallo che si contendono la carcassa di una capra (dichiarato Patrimonio culturale immateriale dall’Unesco). È qui che ho scoperto i pittoreschi rituali della Gagauzia, il culto degli scacchi in Calmucchia, i riti pagani nella Repubblica dei Mari. Alzi la mano chi ne ha mai sentito parlare!

Una donna seduta di fronte a una serie di poster dell'unione sovietica
Russia (foto da Pixabay)

Molto bella la puntata sui dittatori, personaggi difficili da approcciare ma a modo loro anche tragicomici. Non solo chicche staliniane ma, ad esempio, il libro lanciato in una capsula satellitare dal Presidente del Turkmenistan per conquistare terre aliene.
Da buona forchetta ho apprezzato la puntata sulla cultura culinaria sovietica (appena possibile andrò al ristorante uzbeko e georgiano). Ma si parla anche di lingue (è essenziale parlare russo? capiscono l’inglese?), di architettura con il Brutalismo che sta vivendo un revival di interesse. Non manca una puntata sul turismo a Chernobyl e consigli utili su visti, confini e frontiere per viaggiare via terra dall’Asia Centrale al Caucaso. Ricordiamo infatti che si tratta di zone a volte “delicate”.
Ora Angelo ed Eleonora stanno lavorando alla seconda stagione di Cemento che dovrebbe partire nei prossimi mesi, e io sono in trepida attesa!

PS: se cercate altri podcast di viaggio vi consiglio i miei preferiti in questo articolo, compreso il mio!

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