Lampedusa da amare: la Spiaggia dei Conigli (e delle tartarughe)

La Spiaggia dei Conigli è uno splendido esempio di come si possa proteggere la natura. Le tartarughe l’hanno scelta per deporre le uova, e io per lasciarci il cuore

Vi capita di pensare al mare più bello che abbiate mai visto e di fare una classifica? A me viene subito in mente la Grecia, la Corsica, il Salento, la Malesia… ma ora credo la Sicilia stia sgomitando per arrivare in vetta nella top five. La Spiaggia dei Conigli di Lampedusa mi ha stregata.
Vi ho già parlato in un articolo di questa isoletta del Mediterraneo, parte dell’arcipelago delle Pelagie insieme a Linosa e Lampione, e visto che non la finivo più di scrivere della sua spiaggia più famosa, ho deciso di dedicarle un post a parte.

spiaggia dei conigli

A darle il nome è l’Isola dei Conigli che si trova a poche decine di metri. Su questo piccolo pezzo di terra rocciosa e selvatica però di conigli non ce ne sono: si pensa il nome sia il frutto di un’erronea traduzione dall’inglese di “Rabit Island” (rabbit = coniglio), mentre è più probabile derivi da un fonema arabo traducibile con il concetto di “collegamento”, riferito alla lingua di sabbia che emerge tra l’isolotto e la costa durante la bassa marea.
Dettagli a parte, una cosa è certa: la Spiaggia dei Conigli, con la sua finissima sabbia bianca e l’acqua trasparente è un sogno a occhi aperti.

Dalla strada principale, seguite il sentiero pedonale di circa 750 metri che vi fa scendere con dolcezza verso la spiaggia. Prima si arriva a uno spiazzo, e qui la vista è uno dei ricordi più belli che ho: di fronte c’è l’isola, con i gabbiani che volano all’altezza dei nostri occhi, a sinistra la piscina naturale della Tabaccara, e a destra la Spiaggia dei Conigli. Più ci si avvicina all’estremità dello spiazzo, più si apre un panorama che mozza letteralmente il respiro. Sentivo la mia amica ridere mentre parlavo (e urlavo) da sola: “Santa Madonna ma dove cazzo sonoooooo!!!!!”. Scusate la finezza ma emozioni così forti richiedono parole altrettanto energiche.

spiaggia dei conigli

Il mare cristallino forma un arcobaleno di blu, passando dalla trasparenza dei primi metri al celeste intenso fino alle tonalità più scure. E quando ho fatto il bagno sono impazzita: intorno a me tanti pesciolini grigi e gialli, che non si facevano toccare ma mi seguivano curiosi. Una cosa simile mi era successa solo in Thailandia.
E dobbiamo ringraziare Legambiente Sicilia se questo paradiso è tutelato a dovere: è infatti l’Ente Gestore della Riserva Naturale Orientata “Isola di Lampedusa” istituita nel 1996 dalla Regione Siciliana. L’associazione l’ha letteralmente salvato la spiaggia dal degrado. Questa minuscola oasi era infatti invasa senza controllo da bagnanti, mezzi motorizzati e imbarcazioni. Tutto questo ha portato anche a un dissesto idrogeologico, con il terriccio che si riversava in spiaggia. Io che me la sono vissuta in bassa stagione, con una manciata di persone a condividere tanta bellezza, pensarla violata da auto, moto e attività commerciali abusive mi fa partire un embolo (nelle foto il prima e dopo).

In questi anni Legambiente ha avviato diverse azioni per valorizzare e tutelare il territorio. Prima di tutto ha regolamentato la fruizione: si può accedere alla spiaggia solo a piedi dalle 8:30 alle 19:30. Perché questi orari? Per proteggere le tartarughe marine, specie a rischio di estinzione! Come sempre la colpa è dell’uomo, e le cause stanno nell’inquinamento, nella pesca accidentale e nel degrado dell’habitat naturale. A oggi la Spiaggia dei Conigli è uno dei pochi siti italiani in cui le tartarughe Caretta caretta depongono regolarmente le uova (negli ultimi 25 anni, da 1 a 7 nidi l’anno). Per farlo, tra giugno e agosto hanno bisogno della quiete notturna. Inoltre il mare di fronte alla spiaggia è zona A dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie”. Un grazie di cuore ai volontari di Legambiente che puliscono quotidianamente il sito, e lo sorvegliano anche di notte per individuare e proteggere i nidi con le recinzioni.

lampedusa spiaggia dei conigli

Ma non solo. Sempre per tutelare le tartarughe marine, sono stati fatti importanti interventi di ingegneria naturalistica. L’intento era consolidare il versante sopra la spiaggia, ricostruendo il percorso di accesso e realizzando delle canalette in pietra per far fluire l’acqua piovana. L’area intorno ai lati è stata poi oggetto di rinaturalizzazione. Tutte le zone sensibili sono protette da recinzioni, per eliminare i danni dovuti al calpestio e indirizzando il flusso di persone lungo i percorsi preposti.
Ci ho tenuto molto a fare questo articolo perché, oltre ad amare la Spiaggia dei Conigli, penso sia un esempio splendido di come si possa proteggere la natura e agire per riportarla all’originale splendore.
Legambiente ha fatto tantissimo, ma tanto possiamo fare anche noi: mettiamo gli ombrelloni solo nelle zone apposite, buttiamo via la spazzatura, e rispettiamo tutte le regole. Questa oasi meravigliosa è un tesoro inestimabile, bisogna averne cura.

Un sentitissimo grazie a Francesco di Legambiente per la sua disponibilità e per avermi fornito le foto d’archivio. Se siete a Lampedusa e volete fare un salto alla sede dell’associazione, questi sono i loro contatti:

Legambiente Lampedusa
Via V. Emanuele 25
Tel. 0922/971611
lampedusa@legambienteriserve.it
www.legambienteriserve.it/isola-di-lampedusa-2/

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